27 maggio 2026

Accessibilità culturale: il rinnovamento del Museo Civico di Castelbuono

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In Sicilia, il Museo Civico di Castelbuono, situato nello storico Castello dei Ventimiglia, presenta un nuovo progetto di accessibilità, tra ascensori, percorsi multisensoriali, installazioni digitali e strumenti inclusivi

Il Museo Civico di Castelbuono, in Sicilia, avvia una nuova fase del proprio percorso istituzionale puntando sull’accessibilità come principio strutturale. Presentato dal Comune di Castelbuono e dallo stesso Museo Civico, il progetto di abbattimento delle barriere fisiche, sensoriali e cognitive ridefinisce infatti il rapporto tra patrimonio culturale, tecnologie digitali e inclusione, intervenendo sia sugli spazi museali, sia sulle modalità di fruizione. Il progetto si inserisce in un quadro più ampio di trasformazione del museo contemporaneo, dove accessibilità e inclusione vengono considerati elementi strutturali, attraverso cui ridefinire la relazione tra istituzioni culturali, patrimonio e pubblici differenti

L’intervento ha interessato il trecentesco Castello dei Ventimiglia, sede del museo, attraverso due direttrici parallele: da una parte l’accessibilità cognitiva e sensoriale, dall’altra quella fisica e architettonica. Un percorso che si inserisce nelle strategie promosse dal PNRR per l’ampliamento dell’accesso alla cultura e che, nel caso del museo siciliano, si traduce in una revisione complessiva dell’esperienza di visita.

«Il Comune di Castelbuono compie un passo concreto verso il miglioramento delle proprie strutture museali e l’affermazione di una cultura realmente accessibile», ha dichiarato il sindaco Mario Cicero, sottolineando come il progetto rappresenti anche una scelta politica orientata a garantire una partecipazione culturale più ampia. «L’abbattimento delle barriere fisiche con la costruzione degli ascensori non è soltanto un adeguamento tecnico, ma una precisa scelta che mette al centro le persone e il loro diritto alla partecipazione culturale».

La direttrice del museo, Laura Barreca, ha invece evidenziato come l’accessibilità sia stata assunta come «Principio-guida» capace di orientare il museo «come spazio di conservazione e sperimentazione insieme», attraverso il dialogo tra ricerca storico-artistica, tecnologie digitali e nuove forme di mediazione culturale.

Il progetto di accessibilità cognitiva ha coinvolto in particolare la Sezione di Arte Sacra e la Cappella Palatina, introducendo strumenti multisensoriali, installazioni sonore e dispositivi digitali pensati anche per persone con disabilità sensoriali. Tra gli interventi, REVELATA, installazione multimediale allestita nella Cappella di Sant’Anna, capolavoro barocco dei fratelli Serpotta, dove una narrazione sonora affidata alla voce di Isabella Ragonese accompagna una regia automatizzata di luci che valorizza dettagli decorativi e apparati simbolici della cappella.

Cappella Palatina del Castello di Castelbuono

Accanto all’installazione, il museo ha introdotto percorsi multisensoriali basati su supporti tattili, sonori e testuali dedicati ad alcune opere della collezione permanente, tra cui il busto argenteo di Sant’Anna, il paliotto d’altare seicentesco e gli orecchini a navicella della tradizione orafa siciliana.

Sul piano digitale sono stati inoltre sviluppati la webApp Civic Museum Guide, disponibile per dispositivi mobili, e il nuovo sito accessibile del museo, progettato secondo criteri di usabilità e inclusione. L’obiettivo è quello di costruire una fruizione personalizzata e ampliata, capace di adattarsi alle differenti esigenze dei visitatori.

Parallelamente, il progetto di accessibilità fisica ha portato alla realizzazione di un nuovo sistema di ascensori interni ed esterni che collega tutti i livelli del castello medievale, consentendo per la prima volta una piena percorrenza degli spazi anche a persone con disabilità motorie o con esigenze specifiche di mobilità.

Questo secondo intervento è stato sviluppato nell’ambito di Tutti Inclusi, programma promosso dal 2017 dall’Associazione Glenn Gould ETS di Castelbuono con il sostegno di Fondazione CON IL SUD. «Il progetto ha contribuito a consolidare consapevolezza, linguaggi, processi e capacità progettuale sul territorio», ha spiegato Gianfranco Raimondo, presidente dell’associazione, ricordando come il modello sviluppato a Castelbuono sia stato recentemente indicato come una delle esperienze più interessanti in Italia sul fronte dell’accessibilità della comunicazione culturale.

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