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Un wc dorato è apparso davanti al Lincoln Memorial: arte pubblica e satira politica made in USA
Arte contemporanea
di redazione
C’era una volta un water d’oro, perfettamente funzionante, installato al Solomon R. Guggenheim Museum: si chiamava America ed era griffato Maurizio Cattelan. Era il 2016 e centinaia di migliaia di visitatori facevano la fila per usarlo. Poi, nel 2019, venne rubato dalla sua casa temporanea, Blenheim Palace, una residenza di campagna nell’Oxfordshire inglese, diventando definitivamente leggenda. Oggi, a distanza di qualche anno, il wc dorato torna. Ma cambia autore, scala, contesto e, soprattutto, devia il bersaglio. Davanti al Lincoln Memorial di Washington DC, fulcro simbolico e monumentale degli Stati Uniti, è comparsa una nuova scultura: un wc dorato alto circa tre metri, lucidissimo, utilizzabile e firmato da nessuno. O meglio, da un collettivo anonimo che si fa chiamare Secret Handshake. Il titolo è già un programma: A Throne Fit for a King. Un trono adatto a un re. O, per essere più precisi, a una certa idea di potere.
Non è la prima incursione del gruppo nello spazio pubblico americano. In precedenza avevano già realizzato Best Friends Forever, una scultura che ritraeva sorridenti Donald Trump e Jeffrey Epstein, lavorando su un registro apertamente provocatorio. Qui il tono resta lo stesso ma si fa più essenziale, come basilare è il bisogno fisiologico evocato da un water dorato prospetticamente adiacente al Lincoln Memorial, il tempio civile della democrazia stelle e strisce.
Il riferimento “iconografico”, oltre al precedente illustre di Cattelan, è la recente ristrutturazione del bagno collegato alla Lincoln Bedroom alla Casa Bianca, voluta da Trump. Marmo al posto delle piastrelle verdi, dettagli dorati, estetica da lusso ostentato. Un’operazione che aveva già suscitato ironie diffuse. Il collettivo non fa che portare alle estreme conseguenze quell’immaginario: se il potere si riflette nell’oro, tanto vale renderlo esplicito. E, possibilmente, utilizzabile.
In una fase segnata da reiterate crisi economiche, da dissidi interni ai sistemi democratici e da conflitti sempre più estesi che riscrivono apertamente il diritto internazionale, «Il Presidente Trump si è concentrato su ciò che contava davvero: ristrutturare il bagno Lincoln alla Casa Bianca», si legge nel testo inciso sulla targa dell’opera. «Questo il suo più grande successo, è un audace promemoria del fatto che il Presidente non è solo un uomo d’affari ma si occupa anche dei suoi affari. Rappresenta un tributo a un visionario incrollabile che ha guardato in basso, ha visto un problema e lo ha trasformato in oro».
E infatti, oltre alla forma, il contesto nel quale nasce questo singolare «Monumento», come definito dagli stessi artisti anonimi, è riconducibile alle proteste dei No Kings, movimento nato a febbraio 2025 e diffusosi in maniera spontanea in molte parti del mondo occidentale, contro la deriva autoritaria di Trump. Lo stesso Presidente rispose ai cortei dello scorso anno con uno dei suoi grotteschi video slop – termine con il quale si indicano i contenuti creati dall’Intelligenza Artificiale senza troppa cura, solo per riempire spazi, generare click, provocare reazioni e apparire ovunque –, in cui bombardava i manifestanti del No Kings Day con delle feci. Il wc dorato allora funziona come risposta letterale, simbolica – e servita fredda, a distanza di vari mesi – all’attacco di Trump. Una riposta che si è fatta sentire: l’ultima manifestazione No Kings, organizzata sabato scorso, ha coinvolto milioni di persone in tutti gli Stati americani e in decine di città nel mondo, tra cui anche Roma, dove hanno partecipato in 300mila.












