30 maggio 2026

Acquisizioni, produzione, stipendi: un museo finlandese sperimenta un nuovo modello economico per gli artisti

di

L’EMMA – Espoo Museum of Modern Art ridefinisce il ruolo dell’istituzione museale con un programma di sostegno economico e curatoriale a lungo termine

Antti Laitinen, Klingande skog, 2025. InCollection / Saastamoinen stiftelsens konstsamling © Ari Karttunen / EMMA – Museo d'arte moderna di Espoo

Dopo il reddito di base introdotto dall’Irlanda per sostenere economicamente gli artisti, un nuovo modello europeo prova ora a ridefinire il rapporto tra istituzioni culturali e lavoro creativo. Accade in Finlandia, dove l’EMMA – Espoo Museum of Modern Art – avvia un programma pluriennale che combina l’ideazione di un calendario espositivo ad acquisizioni, stipendi, copertura sanitaria e accompagnamento curatoriale pensati per gli artisti. «Voglio rompere con i cicli che prevedono l’annuncio di un programma annuale, organizzando mostre di tre mesi e dando agli artisti un compenso simbolico di 10.000, quando si sa che lavorano praticamente a tempo pieno e senza sosta», ha dichiarato Krist Gruijthuijsen, autore della riforma e nuovo direttore dell’Espoo Museum of Modern Art, il più grande museo d’arte finlandese.

Krist Gruijthuijsen © Paula Virta / EMMA – Museo d’arte moderna di Espoo

Nel 2022, l’Irlanda aveva aperto una significativa e positiva frattura nel panorama culturale europeo introducendo un reddito di base destinato agli artisti, una misura inizialmente concepita come progetto pilota post-pandemico, poi consolidata nel 2026 in un programma permanente rivolto a 2000 professionisti del settore creativo, ciascuno sostenuto con un contributo settimanale di circa 325 euro. L’obiettivo dichiarato consisteva nella riduzione della precarietà economica che spinge molti artisti ad abbandonare la propria pratica o a relegarla ai margini della sopravvivenza quotidiana, ma il risultato ottenuto è stato anche quello di generare un dibattito su quanto, effettivamente, gli Stati possano aiutare i propri artisti. L’arte deve essere sostenuta come servizio pubblico o premiata come eccellenza individuale? Vi abbiamo raccontato qui come alcuni Paesi rispondono alla domanda. La Finlandia, con l’annuncio di questo nuovo e ambizioso modello di sostegno, ha tentato di intervenire proprio su questo stesso nodo, ma attraverso un progetto diverso rispetto a quello irlandese.

Opere d’arte selezionate da EMMA presso la sede centrale del Gruppo Fiskars a Keilaniemi © Paula Virta / EMMA – Museo d’Arte Moderna di Espoo

La proposta di Gruijthuijsen non prevede infatti un sostegno che arrivi dallo Stato e che sia distribuito su larga scala, ma implica un’assunzione di responsabilità diretta da parte del museo, impegnatosi a sostenere nei prossimi anni quattro artisti mid-careerP. Staff, Tarik Kiswanson, Jenna Sutela ed Eglė Budvytytė – in quattro modi distinti: acquisendo le loro opere per tutto il periodo, finanziando la loro produzione esterna, fornendo una borsa di studio part-time per un anno, e coprendone l’assicurazione sanitaria per lo stesso periodo di tempo. Tre dei quattro artisti, ad esempio, stanno esponendo in occasione della Biennale Arte 2026. Il percorso si concluderà tra il 2029 e il 2030, con mostre antologiche dedicate ai quattro artisti e pensate fin dall’inizio come esposizioni itineranti, in collaborazione con altre istituzioni internazionali. Per il direttore, infatti, «La radicalità ha abbandonato l’edificio da tempo. Tutto viene fatto nell’ottica della sopravvivenza».

«Si tratta soprattutto di offrire supporto alla persona, non solo all’opera d’arte», spiega ancora Gruijthuijsen. In questo senso, il modello dell’EMMA sembra prendere posizione rispetto a una delle contraddizioni più evidenti del sistema artistico contemporaneo, quella relativa all’aumento di una visibilità internazionale degli artisti che non sempre coincide con una maggiore stabilità economica, ed è qui che per il direttore dovrebbe intervenire l’istituzione museale: «Voglio che sia un luogo in cui l’artista senta di avere il tempo e il sostegno necessari per sviluppare questa importante mostra». I quattro artisti coinvolti nel programma sono figure già presenti nel circuito internazionale: Jenna Sutela rappresenta la Finlandia alla Biennale di Venezia 2026, mentre P. Staff espone a Venezia nella mostra collettiva curata da Alessandro Rabottini per Fondazione In Between Art Film. Eppure, come sottolineano gli stessi artisti, il riconoscimento critico e istituzionale raramente garantisce condizioni economiche sostenibili.

Futuro / Centro espositivo WeeGee © Ari Karttunen / EMMA – Museo d’arte moderna di Espoo

«Il mondo dell’arte è frenetico e ci sono pochissimi momenti per riflettere», ha affermato Sutela. «Il tempo è essenziale: poter valutare il percorso compiuto dall’opera e la sua evoluzione futura. Questo è l’aspetto più interessante dell’iniziativa di Emma: è un progetto a lungo termine». Mentre Staff ha dichiarato: «Ho sempre avuto l’impressione che l’idea di un’istituzione su come supportare gli artisti sia rimasta ferma agli anni ’90, o addirittura agli anni ‘70. Non sono sicuro che un’istituzione possa davvero capire di cosa abbiano bisogno gli artisti oggi. Siamo una generazione di artisti emergenti a vita: non nel senso di visibilità o capitale culturale, ma nel senso di un perpetuo stato di eterna giovinezza. Continuiamo a condividere l’appartamento con i coinquilini anche a quarant’anni perché non c’è una vera stabilità economica», sottolineando come l’iniziativa dell’EMMA sia assolutamente preziosa.

Centro espositivo WeeGee © Ari Karttunen / EMMA

I quattro artisti selezionati sono tutti legati alla regione nordico-baltica e sono tutti in quello che Gruijthuijsen definisce «il momento più affascinante nella vita di un artista. È un periodo molto complesso, sia dal punto di vista emotivo che artistico, da affrontare». E proprio riguardo alla scelta precisa in merito all’età degli artisti Sutela aggiunge: «La fase mid-career è molto sottovalutata in progetti come questo. È anche un momento difficile perché spesso coincide con molti impegni della vita: picchi di richieste di tempo e, di conseguenza, picchi di spese».

Il finanziamento del programma coinvolge la Fondazione Saastamoinen, la città di Espoo e lo Stato finlandese, oltre al fundraising diretto del museo. Le mostre, inoltre, saranno in parte finanziate tramite tournée. Un modello misto, pubblico-privato, che suggerisce come la volontà istituzionale – laddove presente – possa trovare le risorse per tradursi in atti concreti, dimostrando come il sistema dell’arte contemporanea non possa più limitarsi alla produzione di mostre ed eventi senza interrogarsi sulle condizioni materiali di chi, quelle opere, le realizza.

Centro espositivo WeeGee © Ari Karttunen / EMMA

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui