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Levante Prize 2026, a Lecce il dialogo tra giovani artisti d’Italia e d’Asia
Bandi e concorsi
di Redazione
Per il secondo anno consecutivo, l’Accademia di Belle Arti di Lecce apre le proprie porte al Levante Prize, concorso internazionale incentrato sul dialogo tra giovani artiste e artisti provenienti dall’Italia e dall’Asia. Formazione, mobilità internazionale e ricerca visiva contemporanea sono infatti gli ambiti intrecciati dal progetto, che si inserisce all’interno delle strategie di internazionalizzazione promosse dal sistema AFAM.
L’iniziativa fa parte del progetto DIARY – Digital and International Arts through Research for Young Artists, finanziato attraverso il PNRR e sviluppato dall’Accademia di Belle Arti di Lecce insieme all’Università delle Arti di Tirana, all’Accademia di Belle Arti Rosario Gagliardi di Siracusa e all’Istituto del Design di Matera. Il progetto si avvale inoltre del patrocinio della Shandong Women’s University, della Hubei University of Automotive Technology e dell’Associazione degli Studenti e Studiosi Cinesi in Italia.
L’edizione 2026 ha registrato 109 candidature provenienti da diversi contesti accademici italiani e internazionali. La commissione, composta da Nicoletta Scilimati, coordinatrice dei laboratori creativi di ricerca del progetto DIARY, da Patrizia Staffiero, docente di Storia dell’Arte presso l’Accademia di Lecce, e da Sui Yanchao, rappresentante dell’Associazione degli Studenti e Studiosi Cinesi in Italia, ha selezionato 25 opere per la mostra – ospitata negli spazi dell’Accademia di Belle Arti di Lecce e inaugurata alla presenza del Presidente dell’Unione degli Studenti e Studiosi Cinesi in Italia Wang Chengjiao – e altre cinque presentate fuori concorso.
I lavori scelti attraversano linguaggi e tecniche differenti, dall’inchiostro all’incisione, dalla litografia alla pittura, dalla cianotipia alla grafite, fino alle pratiche digitali e ai media misti. Un panorama eterogeneo che riflette la pluralità delle provenienze e degli approcci dei partecipanti, chiamati a confrontarsi con temi di attualità attraverso strumenti espressivi tradizionali e sperimentali.

Le categorie del premio hanno coinvolto studenti delle accademie e università partner italiane e straniere, studenti orientali iscritti alle accademie italiane pubbliche e legalmente riconosciute e una sezione speciale dedicata al rapporto tra arte e ambiente, destinata ai progetti che si sono distinti per attenzione alle pratiche e ai contenuti eco-friendly.
Tra i vincitori figurano Sara Antonucci, Jielin Yan, Ekaterina Selezneva, Hu Wenhe, Gentjana Dashballa ed Emanuele Leone. Le loro opere, secondo la commissione, hanno saputo restituire prospettive differenti ma accomunate da una forte attenzione alla contemporaneità e da una ricerca personale sul linguaggio visivo.
Per il presidente dell’Accademia, Nicola Ciracì, e il direttore Nunzio Fiore, il Levante Prize rappresenta una delle iniziative più significative nel percorso di apertura internazionale dell’istituzione: «Abbiamo messo in cima all’ agenda di lavoro dell’Accademia l’Internazionalizzazione e la costruzione di un rapporto solido con Università Cinesi realizzando la seconda edizione della mostra Levante che dimostra plasticamente come Lecce sia diventato primario hub culturale e didattico dei rapporti con l’Oriente».

Ciracì e Fiore hanno poi anticipato anche gli imminenti progetti: «Siamo prossimi alla realizzazione di due corsi di laurea DOUBLE congiunti con la Women University di Janan e con la Hubey University relativamente all’automotive design. Siamo di ritorno dalla più grande fiera didattica dell’Asia dove abbiamo partecipato insieme al Conservatorio Tito Schipa e a Unisalento presentando per la prima volta insieme e all’estero il nostro Welcom Office International».












