25 maggio 2026

HaHaA: a Milano un nuovo premio per ripensare l’abitare contemporaneo

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Aperta fino al 30 giugno 2026 la call del Premio HaHaA - Habitat Habitus Arte, dedicato a progetti artistici incentrati sull’abitare contemporaneo: in programma una mostra nel nuovo Spazio Profumo di Milano

Spazio Profumo

Abitare oggi significa attraversare più spazi nello stesso tempo. Luoghi fisici, relazioni sociali, ambienti digitali, sistemi culturali, dimensioni sempre più interconnesse. È da questa riflessione che nasce il Premio Habitat, Habitus, Arte – HaHaA, nuova iniziativa dedicata alla creatività emergente promossa da Harley&Dikkinson in collaborazione con la Fondazione Alessandro e Cristina Ponti.

La presentazione ufficiale del premio si è svolta all’Accademia di Belle Arti di Roma nell’ambito della giornata di studi Le Arti e lo Sviluppo Sostenibile #3 – Psychic Cities, dedicata al rapporto tra creatività, città e comunità. La direzione curatoriale del premio è affidata a Guido Andrea Pautasso, studioso delle avanguardie artistiche del Novecento e dei linguaggi contemporanei, mentre il coordinamento è seguito da Roberto Ongaro, produttore culturale e direttore della galleria 2 Changing Art, partner dell’iniziativa.

Il bando, aperto fino al 30 giugno 2026, si rivolge ad artisti e collettivi tra i 18 e i 35 anni provenienti da ambiti differenti e interessati a confrontarsi con il tema dell’abitare contemporaneo attraverso pratiche interdisciplinari e linguaggi ibridi. In palio premi fino a 5mila euro, i finalisti saranno selezionati a settembre 2026 e potranno partecipare alla mostra prevista a novembre 2026 negli spazi di Spazio Profumo, nuovo hub culturale nato dalla riconversione dell’ex fabbrica Esperis, nel quartiere Barona di Milano, storica realtà attiva dal 1922 nella produzione di estratti naturali per cosmetica e farmaceutica.

La call accoglie progetti che spaziano dalla pittura alla scultura, dall’installazione alla musica, fino a teatro, danza, design, architettura, moda e a pratiche ibride che includono anche cibo e botanica come dispositivi artistici e culturali. Ma centrale rimane la riflessione sull’abitare come esperienza complessa e stratificata, che può anche non coincidere solo con un indirizzo, coinvolgendo temi come il lavoro, la socialità, il digitale, l’esposizione mediatica e la costruzione di relazioni estemporanee.

Secondo Alessandro Ponti, presidente di Harley&Dikkinson, società attiva sul mercato della valorizzazione degli edifici esistenti, il progetto nasce anche dalla necessità di riflettere sulle trasformazioni delle città contemporanee: «Oggi una delle sfide più rilevanti che osserviamo nei contesti urbani è quella della socialità: viviamo in città sempre più dense, ma spesso più fragili sul piano relazionale. Per questo crediamo che sostenere i giovani artisti significhi investire concretamente nel futuro culturale del Paese, offrendo strumenti per interpretare e trasformare queste dinamiche. Con il Premio HaHaA vogliamo creare un’opportunità reale di crescita, visibilità e confronto professionale, capace di accompagnare le nuove generazioni in un percorso strutturato».

La riflessione si amplia anche alle pratiche di rigenerazione: «L’arte, in questo senso, è uno strumento essenziale per leggere i cambiamenti dell’abitare contemporaneo e per restituire nuove chiavi di interpretazione del presente. Allo stesso modo, rigenerare spazi non significa solo intervenire sull’edificato, ma restituire alla città luoghi vivi, culturali e inclusivi, in grado di attivare relazioni. È in questa visione che cultura, impresa e territorio possono generare insieme valore duraturo e contribuire alla costruzione di comunità più forti».

Per tutte le informazioni sul Premio Habitat, Habitus, Arte – HaHaA si può cliccare qui.

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