08 giugno 2026

La Venezia di Bellotto torna all’asta dopo 138 anni: stima fino a 6 milioni di sterline

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Capolavoro giovanile del vedutista veneziano, il monumentale "Bacino di San Marco dal Canale della Giudecca" passerà al vaglio della casa d'aste Christie’s, dove era stato venduto già nel 1888 per appena 111 ghinee

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C’è un lotto che non incrociava i riflettori del mercato da più di un secolo, e ora torna alla ribalta con un pronostico sensazionale. Il Bacino di San Marco dal Canale della Giudecca di Bernardo Bellotto, vale a dire una delle più spettacolari vedute di Venezia del Settecento, andrà all’asta tra gli Old Masters di Christie’s Londra il prossimo 30 giugno. La stima? Una cifra compresa tra £ 4 e 6 milioni. Quando passava da Christie’s l’ultima volta, nel 1888, veniva venduta per appena 111 ghinee.

Monumentale nelle dimensioni – misura 121,3 x 218,5 centimetri – l’opera rappresenta uno dei più importanti lavori giovanili di Bellotto. Gli studiosi ritengono che il pittore avesse probabilmente non più di sedici anni quando affrontò questa tela, la più ambiziosa mai realizzata fino a quel momento. Nonostante la giovane età, emergono già con chiarezza alcuni degli elementi che caratterizzeranno la sua futura produzione: la precisione topografica, la costruzione prospettica rigorosa e una particolare sensibilità atmosferica.

Il dipinto appartiene al cosiddetto periodo veneziano dell’artista, fase oggi riconosciuta come un capitolo autonomo e fondamentale della sua carriera, precedente alla partenza dall’Italia e alla consacrazione internazionale ottenuta attraverso le celebri vedute di Dresda, Vienna, Monaco e Varsavia. Un dettaglio architettonico consente inoltre di datare con insolita precisione l’opera. Le impalcature visibili attorno al campanile della chiesa di Sant’Antonin, documentate fino all’ottobre del 1738, permettono infatti di collocare l’esecuzione del dipinto proprio in quell’anno.

La composizione dialoga apertamente con le grandi vedute del Bacino di San Marco realizzate dallo zio e maestro Canaletto per il quarto Conte di Carlisle – oggi conservate rispettivamente al Museum of Fine Arts di Boston e alla Wallace Collection di Londra. Ma rivendica, al tempo stesso, anche una certa autonomia: Bellotto introduce imbarcazioni e figure completamente originali e sviluppa una resa luministica più fredda e atmosferica, già indicativa della sua autonoma personalità artistica.

La provenienza aggiunge ulteriore prestigio all’opera. Tra i suoi proprietari figura Sir Arthur Aston, Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario britannico a Madrid, la cui raccolta comprendeva capolavori come il San Francesco in meditazione di Francisco de Zurbarán, oggi conservato alla National Gallery di Londra. Proveniente da una raffinata collezione privata, il dipinto si presenta dunque come una rara testimonianza degli esordi di uno dei maggiori vedutisti europei del XVIII secolo. Appuntamento a Londra, da Christie’s, per il verdetto finale.

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