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Doveva passare tranquillamente in sordina, e invece: Hell, un piccolo dipinto di un seguace di Hieronymus Bosch della prima metà del XVI secolo – così si legge sul catalogo di Sotheby’s, al lotto numero 1 – ha polverizzato tutte le stime a New York, finendo aggiudicato per 537.600 dollari. Il pronostico degli esperti, prima della vendita? “Appena” 30.000-50.000 dollari. Che si traduce in un risultato di oltre 10 volte superiore alla stima massima iniziale.
Quindi, ecco l’oggetto dell’inaspettato desiderio, e che cos’ha di tanto speciale: una grottesca, enorme, figura con una bocca spalancata, fiammeggiante, la cosiddetta “bocca dell’inferno”. Tutto intorno angeli, esseri senza specie, senza nome, oggetti, scene e situazioni inspiegabili sparpagliate qua e là su tutta la tela. Proprio alla maniera di Bosch. Lo dichiara subito il testo critico, sul catalogo: «Il mondo fantastico del pittore fiammingo Hieronymus Bosch ha gettato le basi per un’immaginazione senza vincoli e profondamente rivoluzionaria per l’epoca. Sebbene solo una ventina di dipinti siano stati attribuiti con certezza all’artista, questa scarsità non riflette una mancanza di influenza boschiana nel più ampio panorama dell’arte fiamminga delle origini».
Seguono dettagli sull’attribuzione e sull’iconografia e la specifica che, sì, il dipinto non cita direttamente nessun dipinto conosciuto di Bosch, ma ne riflette indubbiamente tutto lo spirito giocoso, tra esseri demoniaci, ibridi, scenari onirici e infernali. «La sua febbrile immaginazione, l’invenzione grottesca e l’immaginario infernale e moraleggiante sarebbero stati impossibili da concepire senza la profonda influenza di Bosch e l’eredità duratura del suo mondo visionario». Ebbene, a New York, sembra che questo anonimo seguace di Bosch sia stato in grado di muovere le fila della sala. Un’opera che vive quasi esclusivamente della forza della propria immagine, ed è riuscita a sconvolgere tutte le aspettative.












