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Siete curiosi di dare una sbirciata alla redazione di Exibart? Avete voglia di avere una rinfrescata su cosa è e soprattutto su cosa sarà il nostro progetto editoriale? Volete sentire i programmi per il futuro dalla viva voce del direttore commerciale Antoine Carlier?
E allora non vi perdete lo streaming che vi offriamo qui sotto. Di che si tratta? Del servizio che Neapolis, seguitissima rubrica quotidiana della TGR RAI (la testata Rai che presidia le produzioni regionali e che è diretta da Angela Buttiglione), ci ha dedicato giusto lo scorso 22 novembre.
Buona visione.
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<img border="0" src="http://www.neapolis.rai.it/Contents/tg3rubriche/400/neapolistitolo.gif"
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martedi 22 novembre
www.neapolis.rai.it servizio di Romana Fabrizi
da lunedì a venerdì
RAI 3, 15.00
[exibart]














un’altra tessera che si aggiunge!
evviva
eh gia!!!
io alla rai ci credo…ancora…anche se e’ controllata e credo anche in exibart…e spero che non si faccia mai controllare dalla dittatura dell’arte.
i commenti rendono exibart un porto franco.
buona fortuna a tutti. a chi scrivere…a chi commenta..a chi legge…a chi non ha niente da dire e niente da fare come me.
Porto franco un corno, piuttosto ogni tanto un porto di mare. Che non è la stessa cosa. Sappiate -e lo dirò in una speed al più presto in maniera più ufficiale- che non c’è assolutamente più l’intezione di pubblicare tutte le cretinate che a valanga inserite nel commentario. Siete così codardi da rimanere anonimi? Fate pure, ma almeno scrivete commenti sensati, fate dibattito in maniera alta, evitate insulti (per lo meno quelli gratuiti e fini a se stessi). Insomma i commenti sotto ad un certo livello non supereranno il vaglio di una censura che si rende indispensabile alla luce dei fatti.
Se nel commentario -nonostante le decine di migliaia di scemenze presenti- intervengono ancora professionisti di questo mondo come Roberto Pinto, Alessandro Riva e Angela Vettese (solo per riferirmi agli ultimissimi giorni, ma invito tutti i professionisti dell’arte a commentare ed a liberarsi ad un utile dibattito semiufficiale), non crediate di potervi mischiare a loro con tanta leggerezza. Prima di inserire un commento, pensateci due volte.
caro Tonelli,
permettimi di non essere d’accordo. Sono intervenuto spesso in questo foro in forma anonima, e ho i miei motivi perchè sia apparso così, so che questa tua decisione non mi riguarda perchè ho sempre cercato di stimolare il dibattito e mai la polemica, alzando il tiro e mai abbassandolo, ma togliere la parola anche a chi dice solo sciocchezze è un inizio di censura, e tu sai meglio di me che questa non porta a nulla di buono. Continua il gran lavoro che stai facendo e vanne orgoglioso, ti stai anche circondando di ottimi redattori coraggiosi e capaci, insomma, non ti curar di loro ma guarda e passa…come disse quel tuo concittadino.
caro morimura, permettimi: è il concetto stesso di “commento” -e non il direttore Tonelli- che chiede, anzi esige, una argine qualitativo…
se a scuola prima di alzare la mano speravo sempre di dire cose interessanti, non vedo perché adesso dovrei premere “invio” su una tastiera con la stessa gratuità con cui libero peti sotto la doccia
“togliere la parola anche a chi dice solo sciocchezze è un inizio di censura, e tu sai meglio di me che questa non porta a nulla di buono”. Se consentire agli sciocchi di tacere, evviva la censura: la dichiaro ufficialmente reintegrata.
La filosofia del ‘non ti curar di loro’ non mi appartiene. Forse perché sono assolutamente romano, dunque tutt’altro che concittadino di Virgilio -from Mantova- che quella frase pronunziò.
caro gin tonic, sono d’accordo con te, ma togliere la possibilità a quattro sfaccendati di dire fesserie vuol dire allontanare delle persone che potrebbero nel lungo termine imparare qualcosa, per questo dissento dalla selezione
e allora diciamolo una volta per tutte: l’arte non è democratica non può esserlo. avete frainteso tutto, ma i fraintendimenti sono sempre utili, a chi se ne serve per ottenere qualcosa e a chi ci incappa per capire dove ha sbagliato
Gentili signori, mi sembra strano dovere farvi presente che non accettare messaggi su un forum o commenti sotto una notizia non sia una operazione di censura ma il lavoro di un moderatore.
Infatti, il moderatore E’ colui che guida le discussioni di un forum, di una mailing list, di un newsgroup, al fine di stimolare le discussioni ma soprattutto per calmare gli animi quando scoppiano accese discussioni, offese, ecc.
Gli e’ e riconosciuto il potere di accettare, sospendere, espellere gli iscritti, seppur da taluni contestato pur sapendo che questa e’ la consuetudine. Il moderatore ha spesso il compito ingrato di rendersi poco simpatico ad alcuni per consentire ai piu’ di discutere in calma e rispetto reciproco.
D’altro canto tutti sanno che chi non e’ d’accordo con la moderazione puo’ sempre aprire una propria area di discussione e gestirla come meglio crede.
il mio commento non interessera’ a nessuno… sono d’accordissimo sull’introduzione di un moderatore che gestisca i commenti su questo portale. e’ ora di chiudere la bocca ai cosiddetti “trolls” (si chiamano cosi’ gli anonimi che disturbano e basta no?, non mi ricordo…)
Seguo exibart dagli esordi e essendo fiorentina nata a Careggi e cresciuta accanto all’arno ne vado fiera. Nella città delle riviste storiche ne doveva proprio nascere una valida. Credo di essere stata uno dei primi abbonati.
Le cose evolvono, mutano, infatti la nostra cara rivista è cambiata in meglio e anche in peggio per certi versi.
Chiedo al direttore che non venga applicata nessun tipo di censura o moderazione, quando si produce arte o se ne parla, qualsiasi tipo di moderazione porta in ogni caso alla mediocrità! Credo poi che sia interessante anche a livello artistico e sociologico osservare tutte le sfumature delle reazioni dell’essere umano (anche se stupido)di fronte ai diversi accadimenti.
Buon lavoro a tutti e “chi vuol esser lieto sia……..”
Ma chi valuta se un commento e’ sciocco? Tonelli?
sono con tonelli: ogni limite ha la sua pazienza
Lo sbarramento e’ ridicolo nell’arte. Gli stati lo applicano per passare da una democrazia diretta a una formale e se ne capiscono le ragioni. Ma exibart?
L’arte non e’ democratica? Ok, ma e’ ridicolo che sia formale. Se diventa un dibattito fra chi ha nome diventa autoreferenziale (cfr pistolotto Tonelli vs Riva): formale e autoreferenziale. Prevale il vincolo familiare: questa la cultura in Italia oggi.
Comunque gli scalzacani troveranno le loro contromisure.
Si, credo di avere sufficiente spessore intellettuale per capire se un commento merita di essere pubblicato nel mio giornale o merita di non essere pubblicato. Detto questo, visto che accenni alla mia autoreferenzialità, ti inviterei a non imitarmi. Visto che niente di più autoreferenziale c’è del commentario di Exibart che discute su come deve funzionare il commentario di Exibart. Piantatela.
Ah beh, se il giornale e’ tuo la piantiamo e te lo fai da solo o con gli yesmen. Ma neanche Scalfari dice “il mio giornale”… serve piu’ calma (da non scambiare con la moderazione). Ciao inimitabile.