08 marzo 2007

Il Cristo della discordia. A Cagliari chiesa ancora al centro di un episodio di censura

 

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Il dipinto al centro della disputaSu uno sfondo irreale fatto di nuvole infuocate sopra un mare in tempesta, si staglia la drammatica immagine di un vigoroso Cristo sofferente che ascende al cielo, libero dalla croce. La bocca spalancata in un urlo di dolore che trasfigura il volto, il corpo martoriato, le membra in forte tensione, tutto concorre a dare una parvenza umana a questo Cristo che invoca la pietà del Padre. L’Uomo, dipinto da Foiso Fois (Iglesias 1916 – Cagliari 1984) nel 1977 su commissione del parroco Ottavio Cauli per la chiesa di San Pio X, dopo trent’anni dalla sua realizzazione ha scatenato una bagarre degna dell’epoca medievale in quanto – a detta dell’attuale parroco, che ha pensato di celare il monumentale dipinto con un drappo – turba le coscienze, sgomenta i fedeli e rovina le cerimonie nuziali. In molti tuttavia hanno notato l’episodio di censura dell’autorità religiosa, ed artisti, critici, politici e cittadini si sono uniti in difesa dell’opera – ispirata all’artista dall’immagine di un partigiano torturato e ucciso – scatenando i media e dando vita ad un convegno per riflettere sull’accaduto. I difensori del Cristo annunciano una dura battaglia contro questa concezione dell’arte che vorrebbe immagini religiose banali e rassicuranti in netto contrasto con la natura umana del dipinto, che sembra esprimere tutte le sofferenze esistenziali ed anticipare la difficile e controversa attuale epoca. Intanto si fa strada l’ipotesi di una donazione del dipinto ad un museo cittadino, come proposto dalla figlia Barbara che ne chiede l’immediata restituzione, che riporterebbe alla sua grigia atmosfera quella chiesa tristemente spoglia e dall’architettura discutibile intitolata a San Pio X. (roberta vanali)

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[exibart]

5 Commenti

  1. Mi sembra che stiamo ripercorrendo il percorso tracciato dalla Controriforma, secoli e secoli dopo. Immagini e concetti riveduti e corretti dalla Chiesa. Certo un artista che dipinge temi religiosi per questi committenti sa che non deve sconfinare nel dissacratorio, ma non mi sembra proprio questo il caso. Massima solidarietà al pittore e aggiungerei che fatti del genere possono essere di buon auspicio, in fondo è successo anche a Caravaggio…

  2. Chi meglio della Chiesa può, e deve, restituirci un’immagine di Cristo? Non è un problema di Controriforma, ma semplicemente di contestualizzazione di un’opera, di un artista, di una verità oggettiva storica, e soprattutto del motivo di una committenza.
    Il discorso è complesso ed è veramente riduttivo dire che è un ritorno al Medioevo (peraltro il momento di più grande civiltà umana e intellettuale).

  3. Il Medio Evo non fu affatto quel periodo buio che tanti pensano.
    Quanto al quadro non è nè bello nè brutto.
    Di certo non è Caravaggio.

  4. Un dipinto dalla tematica interessante. Per quanto riguarda all’arbitrario accostamento estetico all’opera del Caravaggio non saprei. Di certo, invece, la chiesa cattolica ha le sue colpe storiche.

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