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Doris Salcedo alla Tate Modern
Vi siete rotti un’osso?
[exibart]












Ma se volessi un opera simile a casa mia, l’artista verrebbe con il martello pneumatico?
Non sono d’accordo su questo sensazionalismo a tutti i costi..(in questo caso anche gambe rotte).
Cosa c’è di così’ artistico nel creare una crepa in un pavimento perfetto ?
vuole darmi il senso di instabilità di rottura di disgrazia disagio?
La sua bravura sarebbe tale se ci fosse riuscita senza rompere niente, in questo caso trovo la cosa abbastanza stupida, bastava andare in un quartiere più degradato e guardare una casa in demolizione.
ma se vogliamo continuare a stupirci di ovvietà senza significati artistici…massacriamoci pure?!?!?!
in questi casi c’è una frase molto indicata: “lavorare non se ne parla?????”
si, certo. e per vedere duchamp basta andare in un cesso…
sarebbe un peccato transennare lo “squarcio”, perderebbe il senso.
a me dal vivo ha colpito, e ho notato che ha colpito anche tanti bambini incuriositi, nessuno dei quali e’ inciampato!
Ma dopo Gordon Matta Clark perchè la Salcedo insiste?Si criticano solo i pittori che si rifanno a Bacon,Richter,Freud,ma tutti i nostri neo concettuali,neo punk,neo pop,neo deco,che ripetono identiche le stesse opere di sempre?
Non ci sono parole per definire tutto questo.
Nanni Moretti, ai tempi suoi, spalmandosi di nutella, avrebbe detto “facciamoci del male”… Io dico ora: ndo’ sta a nutella?.. Inciampare può esser indice di dis-trazione, tra l’altro. Sbatterci il muso diventa del passo, allora, la memoria. La nutella diviene crepa, lo sanno le strade dei quartieri di Roma e di molte città..senza andar per mostre continuiamo a farci del male… e andandoci, idem. Citando Nerone “come te movi te bruci!”
Ehhhhh sì, è davvero un problema quello di come posizionarne in salotto una uguale…
Come mai l’artista non ci avrà pensato?
Bonami ti risponderebbe, mia cara perplessa, “sì lo avremmo potuto fare anche noi. Come Ryman avremmo potuto dipingere un quadro tutto bianco, così come avremmo potuto riempire un barattolino con le nostre feci, esattamente come ha fatto Manzoni.Ma l’arte sta lì per ricordarci che , per un motivo o per un altro, noi non lo abbiamo fatto.(…)Il punto è che a nessuno sarebbe mai venuto in mente di farlo.”