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Giusto a pochi giorni dall’annuncio della grande mostra che nel 2011 celebrerà in tutta Italia l’Arte Povera, l’Accademia di Brera dedica due giornate di studio alla figura e all’opera di Luciano Fabro, mirate soprattutto a una messa a fuoco del suo ruolo di maestro all’interno dell’Accademia.
Organizzate dalla Scuola di Comunicazione e Didattica dell’Arte e dalla Scuola di Pittura, curate da Laura Cherubini e Raffaella Pulejo, le diverse sessioni vedono l’intervento fra gli altri di Mario Airò, Bruno Corà, Bernhard Rudiger, Gianni Caravaggio, Liliana Moro, Hidetoshi Nagasawa, Daniel Soutif, Tommaso Trini.
Mercoledì 3 e giovedì 4 febbraio 2010
Via Brera 28 – Milano
Info: 0286955294
Web: www.accademiadibrera.milano.it
[exibart]
Via Brera 28 – Milano
Info: 0286955294
Web: www.accademiadibrera.milano.it
[exibart]












Forse sbaglio, ma mi risulta che “arte povera”,oltre a designare un recente tipo di mobilio con vaghe tendenze rustiche, sia termine usato nel ‘700, credo Veneziano, per indicare una decorazione a finto intarsio, con fregi e figurette ritagliate ed incollate, indi laccate e lustrate, con procedimento analogo al “découpage”. Si trattava di mobili destinata ad una clientela diffusa e di moderate risorse economiche; risulta anche una produzione di fogli stampati all’uopo. Domanda: è una svista degli accademici, o l’hanno fatto apposta?
chi sarebbe l’accademico? Germano Celant che ha coniato iltermine mutuandolo da Grotowsky? penso che sia la prima volta che qualcuno lo definisce in questo modo…
Veramente,io chiedevo lumi, conferma o smentita, sulla definizione di “arte povera”.
Non sapevo poi che ci fosse un’attribuzione di paternità del termine in questione, mi si perdoni, comunque, se si vuol definire cosa si deve intendere per “accademico”, è un’altra storia.
Si penso che dietro la definizione mobili arte povera si possno rispecchiare varie realtà artistiche delle quali la più prestigiosa rimane forse quella del settecento veneziano.