Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Performance audio e video, workshop, dibattiti, installazioni, sessioni enogastronomiche, con al centro del mirino la sperimentazione sulle possibili contaminazioni tra territorio, soprattutto inteso come patrimonio ambientale e culturale, e le nuove arti. Territorio che è quello di una delle aree più suggestive ed incontaminate del meridione d’Italia, nell’entroterra al confine tra Campania, Puglia e Basilicata.
Il risultato? Rurality 2.0, che è il suggestivo titolo scelto per la quinta edizione del festival di arti elettroniche e multimediali Interferenze, che va in scena per tre giorni a Bisaccia – nell’avellinese – con ospiti nazionali ed internazionali provenienti da oltre dodici Paesi del mondo. “Una prospettiva inconsueta per elaborare, su basi più solide, l’identità rurale, reinterpretando la dimensione locale in un’ottica globale”.
Presenti critici e studiosi che si occupano di nuovi media, comunicazione, arte e sostenibilità dei modelli di vita, oltre ad alcuni degli artisti più all’avanguardia nella musica elettronica e nelle ambientazioni dinamiche che includono suoni ed immagini. Qualche nome? Da John Thackara a Ian Chambers, Daniele Pitteri, Regine Debatty Shackleton, Rick Silva, Fennesz, Bytone, Sawako, Bianco-Valente, Andrè Goncalves…











