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Come volevasi dimostrare mantenuta, e alla grande,
la promessa di Back to the future, la sezione che Artissima quest’anno dedica
ad una sorta di riscoperta di autori, italiani ed internazionali, che per
motivi anagrafici e di vicende di mercato sono stati trascurati a critica e
mercato.
Tra un impeccabile Nanni Balestrini ed un immancabile Dadamaino, tra un
Baruchello, un Pettena e un Paolo Icaro gli stand color tortora della sezione
si confermano come la maggiore novità della fiera. Come la più chiara e lucida
scelta “politica” del neodirettore Francesco Manacorda. Dopo lustri di inutile
giovanilismo a tutti i costi Artissima pare voler dire che occorre fermarsi un
istante e, almeno ogni tanto, guardare ai fondamentali.
[exibart]












“un immancabile Dadamaino”: manca un bell’apostrofo fra l’articolo e il nome, perché trattasi di un’artista, e non di un artista..
peccato che “un” stia per “opera/lavoro di”, e non per l’artista…
sorry Lord, ma il pezzo parla di stand, non di opere o lavori di, e ogni stand è riferito a un artista / un’artista..
bye bye
evidentemente al/la nostro/a pedante amico/a radiocity sfugge l’uso della metonimia…
voi redattorelli di exibart guai a criticarvi..
Il punto non è questo, sopportiamo bene le critiche, e siamo in gradi di prenderci le responsabilità di ogni nostro scritto. E’ solo che ci stupiamo sempre di come venga utilizzato il tempo altrui, considerando che il nostro è così sfuggente…
Con ogni evidenza, l’uso della grammatica italiana non è il vostro forte.
il commento di b.r. (bel moniker, e con questo fanno tre.. tre moniker o tre redattori di exibart co-autori di quella meraviglia di ‘articolo’?) mi ricorda di quando, da bambini, si scriveva “asino chi legge”, e poi, inevitabilmente si era obbligati a leggere per essere sicuri di aver scritto bene.. bravo b.r.!
veramente io sono sicura di aver scritto in grado, ma si sa.. ognuno si diverte come può… .o)