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Stavolta i dati li rilascia un’indagine firmata Confturismo. Ottimi gli ingressi in Italia, ma meno bene va la spesa che i turisti, appunto, decidono di lasciare nel Belpaese.
Pare infatti che se negli ultimi 15 anni il flusso è aumentato del 50 per cento, con picchi in Lazio, Lombardia, Veneto e Toscana, con Venezia, Verona, Roma e Firenze a portare alta la bandiera, i miliardi di euro raccolti in meno sono 38.
Come è possibile? Semplice: rispetto al passato i viaggiatori si fermano meno giorni – 3 e mezzo, di media – e spendono esattamente la metà: non più mille e passa euro, ma 670.
Ecco così che insomma i 53 milioni di ingressi “mangiano” dall’Italia in bellezza e cultura, ma lasciano poco.
E, appunto, “mangia” il 60 per cento solo dalle regioni che abbiamo appena elencato. Maglia nera per Abruzzo, Basilicata e Molise, con percentuali che si distaccano poco dallo zero.
Ma com’è il turista tipo d’Italia? Il 70 per cento sono europei, ma anche statunitensi o provenienti da Cina e Russia, il vero mercato su cui puntare. Specialmente cercando di invogliare a restare qualche dozzina di ora in più.




















