28 maggio 2026

Cremona Contemporanea 2026: la città come sistema culturale diffuso

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Cremona si apre alla creatività contemporanea: mostre, progetti e interventi site specific attraversano palazzi storici e luoghi poco conosciuti della città

Gio' Pomodoro, installation view at Cremona Contemporanea 2026, Palazzo Vescovile. Courtesy of Cremona Contemporanea. Photo Rossetti-Chico

Adagiata sulle rive del Po e situata tra Lombardia, Emilia e Veneto, Cremona custodisce un fascino senza tempo, fatto di storia e arte. Celebre in tutto il mondo come patria della liuteria e dei grandi maestri come Antonio Stradivari, la città racconta nei suoi vicoli e nei monumenti secoli di tradizioni che ancora oggi vivono nel cuore della sua comunità e nella sua identità autentica. Sotto il profilo del Torrazzo e attraversata dalle melodie dei violini, Cremona si rivela un luogo in cui la cultura rappresenta uno degli aspetti più preziosi. In questo contesto prende forma Cremona Contemporanea che dal 23 al 31 maggio 2026 torna con una nuova edizione Palazzi storici, cortili e spazi spesso attraversati distrattamente acquistano una nuova funzione attraverso le opere contemporanee e diventano parte del racconto.

Federico Tosi, installation view at Cremona Contemporanea 2026. Palazzo del Comune. Courtesy of Cremona Contemporanea. Photo Rossetti-Chico

Per nove giorni Cremona cambia ritmo e si trasforma in un laboratorio diffuso dedicato all’arte contemporanea. Il progetto cresce come piattaforma di conoscenza e confronto, costruendo ogni anno una comunità sempre più ampia tra pubblico, artisti, curatori e operatori culturali, e consolidando la città come spazio aperto alla ricerca artistica. Giunta alla quarta edizione, la manifestazione è curata da NOT Titled YET con la direzione artistica di Rossella Farinotti affiancata dai curatori Valeria Mancinelli, Gioele Melandri, Gianluca Ranzi e Saverio Verini, chiamati ad ampliare lo sguardo sull’evento e a offrire ciascuno la propria visione.

Il percorso si articola tra sedi consolidate e nuovi innesti, con interventi site-specific che si inseriscono nei luoghi senza modificarne la natura e si estende grazie all’apertura di spazi inediti e normalmente poco accessibili, che per l’occasione tornano a essere attraversati dal pubblico. Tra questi un bunker, il monastero del Corpus Domini, un teatro nascosto, insieme alla Cattedrale di Santa Maria Assunta, all’ex Chiesa di San Benedetto e alla Chiesa dei Santi Marcellino e Pietro. Luoghi che allargano la geografia del progetto e offrono nuove letture della città attraverso l’arte contemporanea.

Marinella Senatore, installation view at Cremona Contemporanea 2026. Cattedrale di Santa Maria Assunta. Courtesy of Cremona Contemporanea. Photo Rossetti-Chico

Tra le opere più significative spicca Io contengo moltitudini di Marinella Senatore. Inaugurata da Papa Francesco in occasione del Giubileo 2025, la scultura si presenta come una struttura luminosa che richiama la forma di un ostensorio barocco, con raggi che si aprono nello spazio come un sole. Su di essi compaiono scritte realizzate dai detenuti nelle loro lingue d’origine: un’opera che porta al centro il tema della partecipazione e della dignità. L’installazione trova posto nel Duomo, rendendo il contesto particolarmente significativo. Nel settecentesco Palazzo Stanga Trecco, ogni ambiente ospita installazioni contemporanee che convivono con sale decorate e ambienti storici, costruendo un passaggio continuo tra epoche diverse.

Opening weekend, Gio’ Pomodoro at Cremona Contemporanea 2026. Courtesy of Cremona Contemporanea

Camminando nella città si incontrano opere d’arte in luoghi o cortili che si aprono in modo inatteso, ampliando l’esperienza di visita. Protagonista di questa edizione è sicuramente Giò Pomodoro, tra i principali autori dell’arte italiana del secondo Novecento. La rassegna presenta una serie di opere realizzate tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta in fibra di vetro e poliestere, materiali innovativi per l’epoca che segnano una fase di intensa sperimentazione. I lavori, esposti tra Palazzo del Comune, Palazzo Vescovile e Politecnico di Milano – Polo territoriale di Cremona, mostrano una ricerca centrata su forme e superfici plastiche, con un linguaggio ancora attuale.

Opening weekend, Jimmy Milani at Cremona Contemporanea 2026. Courtesy of Cremona Contemporanea

Accanto al percorso principale, Cremona Contemporanea si amplia anche attraverso i progetti OFF e Faville, che portano interventi artistici fuori dagli spazi espositivi e coinvolgono negozi, attività e realtà locali con incontri, installazioni, performance e format sperimentali. Tra gli appuntamenti del programma figura anche la mostra collettiva dedicata alle Accademie italiane. Dopo NABA e Accademia di Belle Arti di Brera, l’edizione di quest’anno coinvolge il Politecnico delle Arti di Bergamo, con opere di studenti ed ex studenti ospitate tra Palazzo Fodri e Galleria PQV, a cura di Nicola Ricciardi. A quattro anni dall’avvio, Cremona Contemporanea si conferma un progetto stabile nel panorama culturale, capace di valorizzare la città e rafforzarne il ruolo come spazio aperto alla ricerca artistica e come sistema culturale in continua crescita.

Opening weekend, Valerio Nicolai at Cremona Contemporanea 2026. Courtesy of Cremona Contemporanea

Davide Allieri, Aubrit e Beillard, Miriam Cahn, Roberto de Pinto, Linda Fregni Nagler, Francesca Grilli, Jelena Jureša, Lina Lapelyte, Emma Masut, Jimmy Milani, Valerio Nicolai, Mattia Pajé, Albert Pinya, Gio’ Pomodoro, Giulia Poppi, Sara Ravelli, Martina Rota, Marinella Senatore, Lorenzo Scotto di Luzio, Federico Tosi sono i venti artisti selezionati per questa edizione.

Linda Fregni Nagler, installation view at Cremona Contemporanea 2026. Monastero del Corpus Domini. Courtesy of Cremona Contemporanea. Photo Rossetti-Chico

Il progetto è promosso dall’Assessorato al Turismo ed Eventi del Comune di Cremona, con il patrocinio di Regione Lombardia e della Camera di Commercio di Cremona – Mantova – Pavia e la collaborazione di Confcommercio Provincia di Cremona.

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