28 maggio 2026

Vicenza Arte Contemporanea apre le porte della Collezione Bonollo

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L'Associazione Vicenza Arte Contemporanea avvia le proprie attività con una selezione di opere dalla collezione di Sandra e Giancarlo Bonollo, in mostra nelle Gallerie di Palazzo Thiene

Julia Gutman, Nessuno mi aveva detto che le ombre potessero essere così luminose, 2020, Abiti dimenticati dagli amici di Julia, tovaglie trovate, fil di ferro, filo, cornice in legno, catene industriali, 100×160

L’associazione Vicenza Arte Contemporanea – AVAC inaugura le proprie attività con Una curiosità inesauribile, mostra ospitata nelle Gallerie di Palazzo Thiene, dal 28 maggio al 13 settembre 2026, costruita attorno a una selezione di opere provenienti dalla collezione di Sandra e Giancarlo Bonollo. Presieduta da Novelio Furin, l’associazione nasce per iniziativa di un gruppo di collezionisti e appassionati – Alberto Brazzale, nel ruolo di vicepresidente, Carlo Dianese, Carlotta Bedogni, Daniele Monarca, Fabio La Porta e Giovanni Sala -, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio custodito nelle raccolte private del territorio vicentino e veneto, promuovendo una riflessione sul collezionismo come pratica culturale e forma di costruzione dello sguardo contemporaneo. Secondo AVAC, infatti, collezionare non coincide con un accumulo di opere ma rappresenta «Una modalità di pensiero», per «Una vera e propria attività creativa».

La prima iniziativa dell’associazione prende forma all’interno delle Gallerie di Palazzo Thiene, parte del sistema museale civico di Vicenza, grazie a un accordo di partenariato speciale con il Comune. La mostra riunisce 14 opere di artisti internazionali provenienti dalla collezione Bonollo: Osama Al Rayyan, Ross Bleckner, Roberto Cuoghi, Giuseppe Gabellone, Adam Gordon, Julia Gutman, Steffan Jemison, Jacob Kassay, Jennifer L. Lee, Ernesto Neto, Jorge Pardo, Michael Raedecker.

Il titolo dell’esposizione, Una curiosità inesauribile, sintetizza il principio che ha guidato Sandra e Giancarlo Bonollo nella costruzione della loro raccolta in oltre 30 anni di viaggi, ricerche e acquisizioni. Più che seguire un criterio stilistico unitario o una linea sistematica, la collezione si è sviluppata attraverso accostamenti, aperture e deviazioni, attraversando pittura, fotografia, scultura, disegno e installazione.

Nel testo che accompagna la mostra, la collezione viene definita come un «Sistema aperto», costruito per generare relazioni, contrasti e cortocircuiti visivi. Una pratica guidata dunque da una tensione alla curiosità più che dalla pretesa di esaustività.

Sandra e Giancarlo Bonollo, foto di Giovanni Canova

Anche l’allestimento segue questa impostazione. Sandra e Giancarlo Bonollo hanno curato direttamente la selezione delle opere e la costruzione dei dialoghi interni alla mostra, concepita come una trama di corrispondenze e opposizioni. Al centro delle sale si trovano le sculture di Ernesto Neto e Giuseppe Gabellone, mentre la pittura occupa una parte rilevante del percorso espositivo, con lavori di Jennifer L. Lee, Julia Gutman, Adam Gordon, Osama Al Rayyan e Ross Bleckner accostati alle opere astratte di Roberto Cuoghi e Jorge Pardo.

La mostra rappresenta inoltre un’occasione per approfondire l’attività della Fondazione Bonollo, aperta due anni fa a Thiene in una chiesa sconsacrata restaurata dai coniugi e trasformata in spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea.

Accanto alla programmazione espositiva, AVAC ha delineato anche le direttrici future delle proprie attività. Il programma si articolerà infatti in tre filoni principali: Monografie, dedicate a mostre di singoli artisti, Autoritratti, incentrate sulle collezioni private come racconto biografico e culturale, Attraversamenti, progetto che prevede il coinvolgimento diretto di artisti-curatori chiamati a costruire esposizioni attraverso opere provenienti da collezioni, archivi e gallerie.

L’associazione intende inoltre costituire progressivamente una raccolta di opere da mettere a disposizione del Comune di Vicenza per iniziative pubbliche, scuole, ospedali e altri contesti civici, nel tentativo di ampliare la presenza dell’arte contemporanea oltre gli spazi tradizionali dell’esposizione.

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