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La luce protagonista della decima edizione di PARMA 360 Festival della Creatività Contemporanea
Arte contemporanea
Stendhal la descriveva luminosa e suggestiva, tra le pagine della sua Chartreuse. E quella stessa luce sembra ancora attraversarla, come un filo che unisce immaginazione e storia. Tra queste vie è cresciuto Giuseppe Verdi, qui ha iniziato a dare forma a quella musica che poi avrebbe attraversato il mondo. E poco prima, tra chiese e palazzi, Correggio ha steso le sue visioni morbide e luminose, mentre Parmigianino ha lasciato eleganza e un velo di inquietudine nelle sue figure. Parma prende forma così, attraverso i segni di chi l’ha abitata. Accanto a questa eredità, la città continua a rinnovarsi, mantenendo un legame forte con il passato ma restando aperta alle nuove forme di espressione culturale. Fino al 2 giugno 2026, diffuso in tutta la città, prende il via la decima edizione di PARMA 360 Festival della Creatività Contemporanea: curato da Chiara Canali e Camilla Mineo, l’evento è promosso dalle associazioni culturali 360° Creativity Events ed Art Company e ha ricevuto il contributo del Comune di Parma, della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione Cariparma. Il progetto compie quest’anno dieci anni ed è cresciuto nel tempo con un palinsesto sempre più ricco di mostre, eventi, performance e attività formative, creando una partecipazione sempre più ampia.

La luce, già presente all’inizio di questo racconto come filo che attraversa l’identità della città, diventa in questa edizione il cuore del progetto e dà forma al tema scelto per il 2026, LUX. Visioni sulla Luce, un percorso dedicato al suo ruolo nell’arte contemporanea. Installazioni, opere e performance trasformano gli spazi espositivi, coinvolgendo il pubblico in esperienze artistiche che, in alcuni casi, diventano anche immersive e portano lo spettatore a essere parte dell’opera. I luoghi da visitare sono numerosi e danno forma a un vero e proprio museo diffuso, valorizzando il patrimonio artistico e architettonico della città. Uno dei punti principali è la Galleria San Ludovico, che ospita Morphology Light. Viaggio nella forma della luce, mostra personale di Antonio Barrese, a cura di Chiara Canali. La mostra ripercorre la sua ricerca dagli anni Sessanta a oggi attraverso un percorso multisensoriale che ha come focus la luce, vista come materia, fenomeno fisico e strumento capace di generare forma.

In un’altra sede, Palazzo Pigorini, nel piano nobile, è allestita la mostra fotografica di Michael Kenna, Il fiume Po. Scritture di luce, dedicata al grande fiume che attraversa il nord Italia. Le immagini seguono il corso del fiume dalla sorgente alpina alla foce adriatica, attraversando i paesaggi della Pianura Padana. Il progetto nasce da una lunga conoscenza del territorio e da un rapporto graduale e intimo con il fiume. Fotografie in bianco e nero raccontano il paesaggio con uno stile essenziale e poetico, fatto di nebbie, riflessi e silenzi. Sempre a Palazzo Pigorini si trova anche Quadrifluox, progetto curato da Piergiuseppe Molinar. Sotto la luce di Wood l’opera cambia aspetto l’inchiostro fluorescente diventa protagonista facendo apparire dettagli che altrimenti non si vedrebbero. La fluorescenza fa parte del lavoro e non è un effetto aggiunto. Per l’occasione viene presentata una selezione di opere stampate che raccontano la ricerca dell’artista tra illustrazione e graphic novel. Con Hello Fluo si uniscono tecniche digitali e stampa tradizionale.

Completa il percorso del secondo piano di Palazzo Pigorini la mostra Una nuova luce, a cura di Galleria Caracol, che porta per la prima volta in Italia tre illustratori francesi contemporanei: Jean Mallard, Clément Thoby e Florian Pigé. Le loro ricerche sono diverse, ma hanno in comune l’uso della luce come elemento che costruisce l’immagine e il racconto. Nelle sale è presente anche una selezione di opere di Draw the Light, progetto nato nel 2022 al Lumen Museum. Gli illustratori coinvolti hanno lavorato sul tema è possibile disegnare la luce? Le risposte sono diverse e mostrano come essa possa diventare segno o racconto.

Facendo due passi tra le meraviglie che la città propone si arriva attraversando il Ponte Verdi allo storico Torrione Visconteo, dove è allestita la mostra DEL SUBLIME, progetto multimediale del Duo ES, formato da Nicola Evangelisti e Silvia Serenari, con musiche del compositore Nicola Evangelisti e curata da Chiara Canali. Luce e suono si intrecciano formando varchi luminosi, in un rapporto che accomuna scienza e dimensione spirituale. Il titolo richiama il significato originario di “sublime”, inteso nell’antichità come qualcosa di elevato e fuori dalla percezione comune. Il percorso si sviluppa su più livelli dell’edificio, seguendo la luce che cambia nello spazio. Non manca la sperimentazione con l’intelligenza artificiale.

Alla Casa del Suono, uno splendido edificio seicentesco ex chiesa di Santa Elisabetta che ha sede nel cuore della città di Parma troviamo la mostra Synthetic Horizons. Nuove geografie dell’intelligenza artificiale, a cura di Chiara Canali. Riunisce sei artisti under 35, HARIEL, Andrea Crespi, Ex.Favilla, Manuel Macadamia, Svuccy e Vandalo Ruins, che lavorano con l’IA come strumento creativo. Le opere: installazioni, video e macchine sonore, mettono al centro il rapporto tra creazione e simulazione e portano a riflettere sull’identità sulla memoria e sul futuro. Troviamo anche eventi collaterali con lavori ispirati alla natura e caratterizzati da un uso attento della luce. Il festival si estende poi in tutta la città con il circuito OFF, che coinvolge negozi, librerie, ristoranti e studi creativi del centro storico, creando un percorso diffuso accessibile a tutti. Completano il programma incontri con artisti, visite guidate e workshop, insieme ad attività didattiche per le scuole.

La luce attraversa la città, gli spazi urbani e i luoghi espositivi, con installazioni, performance oppure opere che mettono in relazione ciò che vediamo e ciò che percepiamo. Il pubblico diventa parte di questo percorso, vivendo esperienze dirette. L’arte oggi ha forme diverse rispetto a quella di Correggio o Parmigianino, ma continua a evolversi attraverso nuove sperimentazioni. È sempre la stessa spinta creativa, capace di dare vita a opere nuove che, ognuna a modo suo, parlano ancora all’animo umano. PARMA 360 si conferma così un evento capace di tenere viva questa continuità e rafforzare il legame con la cultura.
















