24 aprile 2023

Lo storico store Tiffany sulla 5th Avenue di New York è diventato un museo

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Dopo cinque anni di lavori, l’iconico store Tiffany sulla 5th Avenue di New York riapre le porte con un allestimento completamente rinnovato e 40 opere d’arte contemporanea, da Basquiat a Kapoor

Jean-Michel Basquiat, Anish Kapoor, Damien Hirst, Julian Schnabel, Rashid Johnson, Anna Weyant, Daniel Arsham. Non è una mostra museale ma ci siamo quasi, perché il rinnovato flagship store di Tiffany a New York sarà un vero tempio. Dopo cinque anni di lavori, lo storico negozio del brand all’angolo tra Fifth Avenue e 57th Street aprirà finalmente le porte, con un allestimento completamente aggiornato dalle sapienti mani dell’architetto Peter Marino, nome di fiducia del gruppo Lvmh, proprietario dal 2021 di Tiffany & Co. A firmare il progetto della struttura dell’edificio, che si è arricchito di ben tre nuovi piani, arrivando quindi a un totale di dieci, OMA New York, lo studio fondato da Rem Koolhaas e Joshua Prince-Ramus.

Insomma, lo store Tiffany sarà un vero “Landmark”, un punto di riferimento per il paesaggio urbano, come del resto già era, reso iconico dal romanzo di Truman Capote e dal film di Blake Edwards con Audrey Hepburn del 1961. Risalente al 1940, progettato da Cross & Cross, diventò subito un simbolo dell’architettura moderna e quando chiuse per questa risistemazione, nel 2018, Bloomberg stimò che i lavori sarebbero costati almeno 250 milioni di dollari. Poi, a causa della pandemia, il cantiere è stato prolungato di circa due anni rispetto alla consegna prevista ma i dati sui costi ufficiali non sono stati diffusi. Adesso c’è la data ufficiale: appuntamento il 28 aprile, per scoprire “qualcosa di brillante”, come si legge sul sito di Tiffany, che è il fornitore dei migliori diamanti del mondo. «Il Flagship di Tiffany è più di uno spazio commerciale, è una destinazione con una dimensione pubblica», dichiarava nel 2020 Shohei Shigematsu che ha curato il progetto per OMA.

La facciata, con la statua dell’Atlante e l’orologio sopra le leggendarie porte girevoli, è stata ristrutturata recuperandone l’aspetto originale, mentre gli interni sono stati completamente rinnovati. L’impatto sarà memorabile già all’ingresso, con un ampio spazio illuminato da un lucernario. La scala a spirale, con balaustre ondulate trasparenti decorate con cristalli di rocca, rappresenta un omaggio alla designer italiana Elsa Peretti, che negli anni Settata collaborò con il brand. Ai piani 8 e 9 troveranno sede vari spazi dedicati a mostre e a progetti tematici, oltre a una terrazza all’aperto.

Nei dieci piani saranno quindi esposte circa 40 opere d’arte, tra cui pezzi inediti appositamente commissionati dalla maison. Tra gli highlight, Equals Pi, lo spettacolare dipinto di Jean-Michel Basquiat, protagonista della campagna pubblicitaria di Tiffany del 2021, con protagonisti i musicisti Jay-Z e Beyoncé che eseguivano “Moon River”, l’immortale colonna sonora del film. Esposto a livello strada, il bellissimo quadro, che prima era stato raramente mostrato al pubblico, è illuminato da quella particolare tonalità di turchese e acquamarina associata proprio a Tiffany. E anche se non ci sono prove che dimostrano che Basquiat l’abbia dipinto pensando al marchio, il patron di Lvmh Bernard Arnault ci ha giocato un po’, sostenendo che potrebbe esserci una connessione: «Il colore è così specifico che deve essere una sorta di omaggio», dichiarava in una intervista.

Nell’area per matrimoni e regali di fidanzamento, al terzo piano, si trova poi una scultura da parete concava e sfaccettata in acciaio inossidabile di Anish Kapoor, perfetta per un selfie da dichiarazione o promessa d’amore. Al sesto piano, dedicato alla casa e agli accessori, uno dei famosi e seducenti dipinti composti da frammenti di stoviglie rotte, marchio di fabbrica di Julian Schnabel, dalla sua serie Victory. Schnabel ha anche creato una serie di piatti in edizione limitata, presentati come parte di un’installazione composta da un tavolo piastrellato lungo due metri circondato da sedie in bronzo dipinte a mano con cuscini di velluto, tutte realizzate da lui.

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