07 settembre 2019

L’onda di Marzia Migliora approda a L’Aquila, con RAID

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Marzia Migliora ci racconta il suo intervento realizzato in occasione di RAID, nel centro storico del capoluogo abruzzese

Marzia Migliora

Cosa ci fanno otto artisti in otto aree diverse del centro storico de L’Aquila? Domenica, 8 settembre, il capoluogo abruzzese sarà investito dalla vitalità di RAID, format espositivo di arti contemporanee e cinema live itinerante, che grazie all’Associazione Off Site Art stavolta arriva nel capoluogo abruzzese per la sua sesta edizione, curata da Alessandro Brighetti. Incentrato sulla relazione tra lo spazio e gli individui che lo vivono e lo attraversano, per un site specif da interpretare in poco tempo, rapido, incisivo e imprevedibile, RAID è stato già in azione in diverse città, come Milano, Torino e Bologna, tra ex fabbriche di panettoni e scuole.

Questa volta, all’Aquila, si sono riuniti artisti e studenti delle Accademie di Belle Arti: Abaq (Accademia di Belle Arti dell’Aquila, GianMaria De Lisio), Alessandro Brighetti, Loris Cecchini, Lite Orchestra, Marzia Migliora, Margherita Morgantin + Wrg + Tom boys don’t cry (Alieni + Tzaziki & crack), Giuseppe Stampone, Unibz Studio Space (Massimo Bartolini, Luca Trevisani, e gli studenti delle Libera Università Di Bolzano Filippo Contatore, Sara Cortesi, Luca Gori, Katharina Theresa Mayr, Elisa Pezza, Elisabeth Pfeifauf,Lilian Polosek, Lisa Maria Putzer, Micheal Ungerer). Quali opere avranno realizzato?

Abbiamo raggiunto Marzia Migliora che recentemente ha anche vinto l’Italian Council, il premio della DGGAAP – Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane – per farci dire di più sul suo intervento per RAID a L’Aquila.

Marzia Migliora, ph Scalia

Che effetto fa confrontarsi con un territorio come quello dell’Aquila, a distanza di diversi anni dal sisma e con un centro storico che ha assunto una “nuova non-vita”?

«Alla luce dei sopralluoghi all’Aquila, le mie riflessioni mi hanno condotto a muovere il progetto sulla base del concetto di socialità.

Il mio intervento permanente in piazza Giulio Natali, consisterà nella realizzazione di una seduta, disponibile ai cittadini per la sosta, il dialogo e la contemplazione, che concretizzi lo stare insieme, unendo simbolicamente la memoria del passato della città a uno sguardo sul futuro. Aggregazione e solidarietà dal basso hanno rappresentato la prima e principale risorsa che i cittadini hanno saputo mettere in campo in risposta all’evento sismico del 2009.

L’Aquila oggi sembra avere una dimensione temporale tutta sua. In certi interni della zona centrale, alcune botteghe e abitazioni sembrano aver subito un incantesimo, in cui tutto è rimasto immobile. La dimensione del presente è restituita dall’operatività incessante, dai suoni costanti dei martelli pneumatici, dall’odore di cemento fresco e dall’aspetto degli edifici antichi di età, ma nuovi all’aspetto. L’Aquila ha ancora il corpo fragile e puntellato, ma fiero e resistente di un combattente valoroso».

Le tue opere permangono “site specific” anche quando sono collocate nelle sale dei musei. Come ti sei rapportata alla filosofia di RAID e che progetto hai in mente per l’Aquila?

«Una big wave ha costituito più incontri che hanno generato questa straordinaria collaborazione con Raid, che si è propagata fisicamente come un’onda: una vibrazione attraverso lo spazio, e conseguente trasporto d’energia dinamica che irrompe.

Il sostegno al progetto Sofferte onde Serene è nato da un’ulteriore vibrazione di vicinanza. Abito nella casa di fronte a quella di Luciana Littizzetto, ci divide un faggio frondoso. Confidenze, condivisione di progetti e infine L’Aquila. L’idea era appassionante. La collisione di tanti artisti in Raid, la seduta di pietra lavica come luogo sociale e di sosta. Un pensiero di futuro. Un’idea di vicinanza divenuta contagiosa.
L’idea dell’onda, evidente fin dal titolo, è il tema portante dell’opera, sia concettualmente che formalmente.

Le onde sismiche che si originano in seguito a un improvviso sommovimento di masse in un punto della crosta terrestre o del mantello, si manifestano con lo scuotimento della terra, le aree interessate a tale fenomeno sono dette cratere sismico. Questa definizione mi ha portato a pensare all’eruzione vulcanica, che ha origine dal mantello o dalla crosta e si manifesta in una forma materica visibile che oltre a distruggere edifica un materiale: la pietra lavica.

Il blocco di pietra lavica che costituirà la seduta per piazza Giulio Natali avrà le quattro facciate laterali grezze, la facciata superiore riporterà un movimento ondeggiante ricavato dal profilo di due corpi sdraiati».

Italy. Milan. 2016. Marzia Migliora, exhibition at LiaRumma Gallery.

Credi nel valore dell’arte “pubblica”?

«Sì, ci credo. Per questo motivo per la giornata di Raid Caterpillar, di domenica 8 settembre ho aperto un invito rivolto alla cittadinanza a cui l’opera è destinata.
Domenica saranno effettuate delle riprese video dal collettivo Messe a Fuoco, che verranno diffuse in diretta streaming, con la regia di Veronica Santi.

Il mio intento è di “attivare” l’opera site-specific Sofferte onde serene, chiedendo ai cittadini di compiere delle micro azione di interazione con il lavoro, che saranno oggetto delle riprese. Immagino una serie di semplici ritratti video, di persone di differenti età. La mia idea e domanda ai partecipanti è di immaginare un’azione minima sulla seduta: sedersi, leggere ad alta voce, sdraiarsi, baciarsi, suonare, ballare, giocare, riposare, guardare il cielo, interpretare liberamente il lavoro attraverso un atto di presenza».

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