06 aprile 2020

L’appello dell’ONU agli artisti per realizzare i visual sul Covid-19

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Artisti, designer e creativi chiamati a raccolta dall’Onu e dall’Oms per realizzare una campagna visual informativa sul Covid-19. Ma è polemica per la “visibilità”

Una grafica dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sul Covid-19

L’ONU e la OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità hanno lanciato un appello internazionale per artisti e designer, chiamati a realizzare una serie di immagini informative e di messaggi di pubblica utilità sul Covid-19.  Il concorso è aperto fino al 9 aprile e, oltre alle immagini, si possono inviare anche video o tracce audio, che spieghino in maniera comprensibile e originale uno dei cinque messaggi chiave scelti dalle due organizzazioni: Physical Distancing (Distanziamento fisico), Know the Symptoms (Conoscenza dei sintomi), Myth Busting (cioè informazioni anti fake news), Do More, Donate (donazioni), Kindness Contagion (gesti di altruismo). Una giuria selezionerà almeno 10 vincitori, i cui lavori saranno condivisi su tutte le piattaforme delle Nazioni Unite. Altre proposte saranno archiviate su una piattaforma online dedicata, a partire dal 22 aprile.

«Ci troviamo in una situazione senza precedenti e le regole normali non si applicano più. Non possiamo ricorrere agli strumenti usuali, in questi tempi così fuori dall’ordinario. La creatività delle risposte deve corrispondere alla natura unica di questa crisi: l’entità delle risposte deve corrispondere alla sua portata», ha dichiarato António Guterres.

La polemica sul lavoro gratuito in nome della visibilità

Di certo, è proprio in momenti come questi che l’arte e la cultura devono prendersi le proprie responsabilità nei confronti della società ma tante voci di dissenso si sono levate, in merito alla questione dello sfruttamento del lavoro degli artisti, spacciato sotto le mentite spoglie di un servizio pubblico (ne parlavamo anche qui e nel nostro sondaggio sul Lavoro Culturale ai Tempi del Covid-19) In effetti, che una organizzazione del calibro dell’ONU non possa assumere un team di grafici o commissionare a degli artisti un progetto del genere, a maggior ragione della sua importanza sociale, sembra piuttosto paradossale. Ma tant’è. E infatti, sono piovute critiche piuttosto accese sulla pagina web di Talenthouse, piattaforma che si occupa di mettere in comunicazione gli artisti con le società di tutto il mondo e che ospita il concorso bandito dall’ONU. E che, in cambio, di un progetto creativo offre nientemeno che la “visibilità”. Sì, ancora lei. Provate a dirlo a un medico, a un infermiere o a un idraulico.

«Talenthouse non promuoverà mai un concorso in cui il lavoro di artisti e creativi viene utilizzato gratuitamente ma questi sono tempi senza precedenti», ha dichiarato ad Arts Professional la fondatrice di Talenthouse, Maya Bogle. «Tutto il denaro donato alle Nazioni Unite viene utilizzato per sostenere gli sforzi medici in tutto il mondo, e mentre normalmente saremmo i primi a sostenere il pagamento di commissioni adeguate per artisti e creativi, sembra che questa sia l’unica occasione per fare un’eccezione».

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