05 gennaio 2022

La Sicilia restituisce alla Grecia un frammento del Partenone

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Accordo siglato tra il Museo Archeologico di Palermo e il Museo dell’Acropoli di Atene, per il prestito pluriennale di un frammento del Fregio del Partenone: si tratta del piede di una Dea

L’Italia restituirà alla Grecia l’unico pezzo del Fregio del Partenone che si trova sul territorio nazionale, precisamente in Sicilia: si tratta del cosiddetto “Reperto Fagan”, un frammento in marmo pentelico che raffigura il piede di una Dea, Peitho o Artemide, che fino a ora è stato conservato al Museo archeologico regionale A. Salinas di Palermo. Il reperto fa parte della collezione archeologica del console inglese Robert Fagan, acquistata dalla Regia Università di Palermo nel 1820. Tuttavia fu solo nel 1839 che l’archeologo tedesco Walter Amelung lo riconobbe come un originale attico, visto che precedentemente era stato confuso tra i marmi recuperati da Fagan durante i suoi scavi a Tindari del 1808. A ufficializzare l’accordo, lo stesso museo siciliano e il Museo dell’Acropoli di Atene, rispettivamente diretti da Caterina Greco e Nicholaos Stampolidis.

Proprio pochi giorni fa, tutti i frammenti della decorazione del Partenone rimasti sul suolo greco era stati trasferiti al Museo dell’Acropoli, una decisione simbolica, presa dal Governo greco per mettere in evidenza le richieste di restituzione, ormai sempre più pressanti, rivolte al British Museum. Nel museo di Londra è conservata infatti più della metà di tutta la decorazione scultorea del Partenone, i “Marmi di Elgin”: 17 statue provenienti dai due frontoni, 15 delle 92 metope raffiguranti la centauromachia, e 75 metri, a partire da un originale di 160, del fregio interno del tempio. Su questa falsariga, anche l’accordo con l’Italia rappresenta un segnale molto forte – peraltro proveniente da quella che, anticamente, era identificata come Magna Grecia – nella direzione auspicata anche dall’UNESCO che, nell’ottobre del 2021, aveva inviato una raccomandazione al British Museum per caldeggiare l’avvio di una concreta politica di restituzione.

Promosso dall’Assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà, e dalla Ministra greca della Cultura e dello Sport, Lina Mendoni, l’accordo è tato stipulato ai sensi dell’articolo 67 del nostro Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio e prevede il trasferimento pluriennale e lo scambio di reperti archeologici tra le due prestigiose istituzioni museali. In effetti, si tratta di un prestito temporaneo della durata di quattro anni, rinnovabile una sola volta. In cambio, da Atene arriveranno a Palermo due importantissimi reperti delle collezioni del Museo dell’Acropoli: una statua acefala di Atena, databile alla fine del V secolo a.C., e un’anfora geometrica della prima metà dell’VIII secolo a.C.

«Il ritorno ad Atene di questo importante reperto del Partenone va nella direzione della costruzione di un’Europa della Cultura che affonda le proprie radici nella nostra storia e nella nostra identità: quell’Europa dei popoli che ci vede profondamente uniti alla Grecia, in quanto entrambi portatori di valori antichi e universali», ha sottolineato Samonà. «La nostra collaborazione affinché il frammento del Fregio Orientale del Partenone possa essere esposto per un lungo periodo presso il Museo dell’Acropoli insieme al proprio naturale contesto, è stata impeccabile e costruttiva», ha commentato Mendoni.

A esprimere il suo apprezzamento, anche il Ministro della Cultura, Dario Franceschini: «Grande apprezzamento e sostegno per la scelta della Regione Sicilia – unica Regione italiana con proprietà e competenza esclusiva sui Beni Culturali del proprio territorio – di raggiungere un accordo con la Grecia per un prestito di lunga durata dell’unico frammento del fregio del Partenone presente sul territorio nazionale», ha dichiarato il ministro della Cultura, Dario Franceschini.

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