Pittura norvegese a Parigi: in mostra Edvard Munch e Anna-Eva Bergman
La Galerie Poggi presenta una mostra dedicata a Edvard Munch e Anna-Eva Bergman, per un focus sulla pittura norvegese. In attesa dei grandi progetti espositivi del Museo d’Orsay e del Museo d’Arte Moderna di Parigi
A proposito di zen, post-verità e realtà: quattro chiacchiere con Dumb...
Troppo sbrigativamente liquidato dai visitatori, abbiamo voluto saperne di più sul progetto giapponese alla Biennale. Anche perché il tema è la post-verità, chiave fondamentale, e insidiosa, di interpretazione della realtà
#PlayWell: gioca con l’arte al Westin Excelsior di Roma con Ex...
Il tema del gioco nel mondo dell’arte contemporanea attraverso le opere di Leonardo Petrucci, Marco Bernardi e Agostino Iacurci
Gli anni ’60, la Salita, e il Grand Tour di Richard...
Lo spaccato di un'epoca dell'arte e l'incontro di un grande artista con l'Italia: Richard Serra e la sua esperienza a La Salita, raccontati al MACRO e anche con le parole del collezionista Giuseppe Garrera, oggi in un talk
Infrasub, Daniele Puppi è alla Fondazione Furlan di Pordenone
Un incontro/scontro, così l’istallazione video di Daniele Puppi indaga le trasformazioni dello spazio, partendo da un frammento di discorso di Pier Paolo Pasolini
Praemium Imperiale 2022 per la “pittura” a Giulio Paolini
Dopo Abbado e Pistoletto, tra gli altri, con Giulio Paolini il Giappone offre un'altra stelletta all'Italia dell'arte, mentre Ai WeiWei vince nella categoria "scultura"
Il crocevia dell’arte contemporanea: tutto pronto per la 17ma Biennale di...
Istanbul è pronta ad accogliere la 17ma edizione della sua Biennale di Arte Contemporanea, che coinvolgerà più di 500 autori e si diffonderà tra musei, giardini, ex centrali elettriche e hammam
Quel che resta del fuoco – Curva Pura
Alla galleria Curva Pura di Roma un trio di artiste riflette sull’elemento del fuoco con poetiche e supporti differenti, a partire da un saggio di Jacques Derrida
Biennale di Lione: sotto il segno della fragilità
Apertura per la 16ma Biennale di Lione, dove i curatori Sam Bardaouil e Till Fellrath hanno attinto con ingegnosità e originalità da collezioni private e archivi museali locali, in nome di un "Manifesto of fragility"





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