Ecco come sarà la mia Artissima
A seguito di un bando pubblico, Sarah Cosulich Canarutto è stata nominata a febbraio scorso nuova direttrice della fiera torinese. A due mesi dal suo insediamento e dopo un intenso periodo di lavoro secretato, vi anticipiamo il progetto e la strategia. Mirata a rendere Artissima ancora più internazionale e radicata nella città. Senza nascondere l’idea che dovrebbe rimanere l’unica fiera italiana [di Paola Tognon]
La prima volta di Frank
Si apre oggi Miart 2012. Che ha scommesso su un nuovo direttore straniero e una selezione più asciutta delle gallerie. Così la fiera dovrebbe finalmente decollare, anche se non è un momento ottimale per il rilancio. E Milano, nonostante sia il centro del mercato e del collezionismo italiani, sul contemporaneo continua ad arrancare. Sentiamo allora la versione di Frank Boehm, ex consulente di Deutsche Bank [di Matteo Bergamini]
Joachim Schmid, Il fotografo che non fotografa
Incontriamo l’artista tedesco per analizzare le dinamiche della fotografia come fenomeno sociale che si espande dai mercatini delle pulci, che Schmid frequenta con la passione del collezionista, a Internet. E per parlare della formidabile quantità di immagini che la nostra società produce quotidianamente. Strana attitudine se si riflette, suggerisce lui, che fotografiamo sempre le stesse cose [di Manuela De Leonardis]
L’intervento/Źmijewski | Ma l’arte salverà veramente il mondo?
L’artista polacco Artur Żmijewski è il curatore della 7. Berlin Biennale che apre a fine aprile. Non una mostra e pochi gli artisti. Al posto di opere, idee, progetti, laboratori. E la presenza di molti dei movimenti di Occupy. Per verificare se l’arte può incidere nella realtà trasformandola sul serio. Non da sola, ma insieme a chi è interessato al cambiamento. Non chissà quando, ma qui e ora [di Elisa Govi]
Marco Tirelli. Metafisica della geometria in pittura
La pittura di Marco Tirelli è il frutto di un complesso processo intellettuale che, partendo dalla registrazione di dati reali, arriva a distillare forme pure. Astrazione come strumento perfetto per costruire sulla superficie della tela delle superbe “scenografie dell’immaginario”, composte di frammenti di realtà. Venticinque opere inedite, al Macro Testaccio per creare un percorso di alternanza fra luce e ombra, vuoto e pieno [di Paola Ugolini]
L’intervista/Doris Salcedo | Non c’è arte senza attenzione
L’artista colombiana è a Roma per presentare l’opera Plegaria Muda che si inaugura oggi al MAXXI, costituita da 120 tavoli di legno sovrapposti da cui crescono fragili fili d’erba. Vuole ricordare i 10mila giovani deceduti per morte violenta nei ghetti di Los Angeles negli ultimi vent’anni e i 1500 giovani colombiani uccisi tra il 2003 ed il 2009 dall’esercito colombiano. Un’installazione asciutta, imponente. Uno schiaffo all’oblio. L’abbiamo intervistata in anteprima [di Ludovico Pratesi]
L’intervista/Ivan Navarro | Una vertigine luminosa di memoria
Nacht und Nebel è l'installazione che l'artista cileno Ivan Navarro presenta alla Fondazione Volume! di Roma fino al 5 maggio. Sette pozzi che rievocano l’atmosfera della Capitale occupata dalle truppe naziste e bombardata ripetutamente tra il settembre 1943 e il giugno ’44. Odio, occhio, ecco, becco, eco, ex, eccidio sono le scritte al neon che sprofondano nei pozzi. Più che parole, attivatori luminosi di senso. Per non dimenticare [di Paola Ugolini]
Lettera di uno spettatore
Il 21 aprile 1961 Thelonious Monk si esibisce in un concerto al teatro Lirico di Milano. Per una fortunata coincidenza in platea siede Giorgio Morandi. Nasce così questa lettera che un altro artista e bibliofilo, Flavio De Marco, ha trovato frugando tra vecchie carte, ricordi e passioni incrociate. Ve la proponiamo come lui ce l’ha mandata, aggiungendo di sua iniziativa alcune note preziose per comprendere la felice casualità di quell’incontro a distanza. Buona lettura
La prima volta di Marcel
Arriva finalmente in Italia, al MAMbo di Bologna, una retrospettiva dedicata al grande, ma poco conosciuto, artista belga Marcel Broodthaers. Una meteora nell’empireo artistico del XX secolo: solo 12 anni di attività, ma così fulgida da illuminare costellazioni successive. La bella mostra, curata da Gloria Moure, si concentra su sette anni di carriera e sul rapporto tra arte e scrittura. Un’occasione da non perdere per scoprire un talento davvero inusuale [di Alberto Zanchetta]










