L’album particolare della mente
Proseguendo il lavoro legato al tema dell’archivio, nella sua ultima mostra alla Fondazione VOLUME! di Roma Gianfranco Baruchello propone sedici fototessere di persone sorvegliate dalla polizia tra gli anni ’30 e ’50. In questione non è il mero riconoscimento, reso impossibile dal tempo e dall’ingrandimento fatto dall’artista. Ma la possibilità e il senso del ricordo, il cui potere è contenuto in ogni immagine
Dare forma al tempo
Cento disegni di Luciano Fabro abitano il CIAC di Foligno. Si tratta di lavori progettuali, intesi come pratica alla base del processo creativo, messaggi personali donati ad amici o parenti come segno di relazione tra arte e vita che smaterializzano la scultura. Svelando 40 anni di attività di un protagonista dell’Arte Povera che ha concepito l’esistenza come una pratica per dare forma al tempo
Lost in Residence
Fino a sabato 8 marzo 2014 la Fondazione Pastificio Cerere presenta Hard Copy: progetto inedito ideato e realizzato da Johann Arens, Daniele Genadry e Jürgen Ots, giovani artisti in residenza a Roma presso la British School at Rome e l’Accademia Belgica. Il filo conduttore? Le sensazioni di continuo mutamento che hanno avuto di Roma, con il rischio quasi di smarrirsi. E che hanno deciso di mettere in scena
Un manifesto d’artista scritto con la luce
Le installazioni luminose di Maurizio Nannucci non sono semplici citazioni, come è in molta Arte Concettuale americana. Ma cercano di “predisporre l’osservatore in una situazione particolare”. Cioè critica. Le scritte in rosso e in blu che fino ad oggi hanno invaso la galleria Giacomo Guidi di Roma hanno creato un luogo in cui segno e immagine confluivano in un’unica direzione di senso. Che sia questa la specificità dell’Arte Concettuale europea?
Piccole biennali crescono
Al via la quinta edizione della biennale di Marrakech. Tema: “Where Are We Now?”. Che non riguarda solo l’arte né le biennali, ma tutti noi. Ma in gioco non c’è solo questo. Riuscirà il molto più attento programma di quest’anno a superare lo sbilanciamento molto euroriented delle edizioni passate? Ce la faranno i curatori local ingaggiati a costruire un buon mix tra cultura europea e marocchina? Le premesse ci sono. E l’entusiasmo pure
Site specific? No, place specific
Non è un gioco di parole, ma una cosa seria. Che l’artista inglese Ceal Floyer ci propone con la sua mostra a Museion di Bolzano. Dove il confine tra assurdo e ironia si fa labile. Dove le apparenze ingannano, ma rivelano. Dove un bicchiere è mezzo vuoto e mezzo pieno, ma bisognerà pur scegliere. E dove l’artista gioca a nascondino con il pubblico. Non per fare mostre, ma lavorando con quelle che sono state fatte
El Lissitzky e la nostalgia della rivoluzione
Il Mart affronta la produzione artistica dell’Est Europa cominciando col mettere fuoco EL di cui racconta due tratti poco noti: l’influenza che le fiabe yddish hanno avuto sul suo immaginario e l’essere stato convinto propagandista di Stalin. Fatto che nulla toglie alla sua figura di artista raffinato, radicalmente sperimentatore e utopista. Ma soprattutto grandissimo, specie nella concezione dello spazio
La Cosmogonia meccanica di Gianni Piacentino
Artista fuori dal coro, ma sempre coerente. Non etichettabile: né poverista né minimal, sebbene coevo, a volte precursore di alcune ricerche americane. Gianni Piacentino arriva a Roma, ora alla fondazione Giuliani e prossimamente alla galleria Giacomo Guidi. E cattura lo sguardo. Esattamente come cinquanta anni fa. Quando, giovanissimo, ha iniziato a farsi largo nel mondo dell’arte
La Genesi di un grande viaggio fotografico
Arriva alla Casa Tre Oci di Venezia la densa, catturante mostra di Sebastião Salgado. Dove l’iniziale indagine sulle condizioni di produzione di civiltà si sposta sulla realtà dell'esistenza dell'ambiente urbano. E dove, tra tante suggestioni e qualche ambiguità, emerge che noi siamo simili a chi vive nelle foreste. Altrettanto fragili, altrettanto esposti. E altrettanto opaca è la natura e le forze millenarie della vita che l'hanno costituita












