Mario Schifano e i suoi primi dieci anni
Fino al 6 ottobre, i primi dieci anni dell’attività di Mario Schifano sono in mostra a Castiglioncello. C’è già l’intuizione del video, come nuovo mezzo espressivo e l’occhio puntato sulla pubblicità. Ma soprattutto la tv, finestra spalancata sul mondo e filtro attraverso il quale riguardare il mondo. È quanto raccontano le ottanta opere provenienti dalla Fondazione Marconi di Milano. Sullo sfondo del boom economico italiano e dell’avvento della Pop Art
Rivalutare Steve McQueen
Steve McQueen ha inaugurato la nuova sede dello Schaulager a Basilea, riaperto dopo due anni di restauri. Qui, in quello che si vuole definire un “non museo” ma uno spazio per le arti, si apre allo spettatore una mostra inquieta e densa di fascino. Che trascina in un labirinto cupo in grado di farci riemergere dalle tenebre più consapevoli. E con un fortissimo amore per il mondo
Trappole della visione
All'Accademia di Francia, a Roma, Victor Man ci conduce in un nuovo viaggio, sentimentale e melanconico, in bilico tra visivo, letteratura e poesia. Una mostra decisamente riuscita dove lo schivo artista, attraverso una serie di selezionatissime opere, apre un universo sospeso tra esperienza personale e storia dell'arte, dove anche gli antichi Maestri e le loro opere diventano parte di una serie di trappole per lo sguardo
Boetti über alles! |
La sede della Dia:Becon sul fiume Hudson compie dieci anni. E li festeggia con una mostra su Boetti, il nostro artista più amato all'estero e collezionato da anni dalla Fondazione. Ma l'apprezzamento per il made in Italy culturale si conferma anche con il progetto dedicato ad Antonio Gramsci nella casa del Bronx della Dia. Sarà l'ora di imparare dagli altri a valorizzare la nostra cultura?
Mudam, piccolo è bello. E virtuoso
Dal 2006, nel centro finanziario di Lussemburgo sorge il museo d’arte contemporanea progettato dall’architetto sino-americano Pei. Un modello museale che si sta affermando come virtuoso per la sua capacità di unire offerta culturale a intrattenimento di qualità. Ora, fino a gennaio, propone due buone mostre. Le abbiamo visitate per voi. E per parlarvi di “altritudine”
Meno male che Emilio c’è
Con un lavoro ironico e intelligente, Emilio Isgrò riporta all’attenzione i mali dell’Italia. L’idea di cambiare la Costituzione, il debito pubblico, fino alla strage di Bologna. Il tutto attraverso decise cancellazioni di carte e documenti che ridicolizzano i maldestri tentativi di nascondere e camuffare una storia che, se non fosse grottesca, risulterebbe solo tragica. Ora in mostra alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna
Irresistibile Effetto Eliseo
Alla Pescheria di Pesaro Eliseo Mattiacci mette in scena un teatro di forze che chiedono allo spettatore di partecipare con le proprie. Ingaggio che obbliga a confrontarsi con la materia, le forze della natura, gli equilibri precari. La posta in gioco? Molto alta, secondo il semiologo Paolo Fabbri. "Restituire alla materia il ruolo di centro onirico, dove essa sogna dentro di noi, al di sotto delle forme": fino ad avere la meglio sulla gravità
Il grande artificio di Degas
Contrariamente alle abitudini degli Impressionisti, ai quali era legato, Degas non dipingeva en plein aire, ma nel suo studio. Reintervenendo infinite volte sulle opere fino a sviluppare quello che una bella mostra di scena a Copenhagen definisce il “metodo Degas”. Al cui centro sta un'idea razionale della pittura, uno studio accurato dei pittori che amava e soprattutto del movimento. Fino ad assoggettarlo alla sintassi del quadro
Mai più mostre d’Arte Povera
Appropriazionismo, vampirismo, ready made o remake? In realtà poco importa quando si entra nelle sale ricostruite della Kunsthalle di Berna alla Fondazione Prada di Venezia. Perché “When Attitudes Become Form” è uno shock che spezza certezze, che annulla anni di mostre intorno all'Arte Povera e ai suoi “temi”. E che racconta la modernità in modo più graffiante dello stesso contemporaneo. Partendo da dove il filo si è interrotto, oltre quarant'anni fa










