13 marzo 2021

Addio a Giovanni Gastel: se ne va un’icona della fotografia di moda

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Maestro della fotografia di moda e autore di alcuni tra i ritratti più iconici degli ultimi decenni, Giovanni Gastel è morto oggi, a 66 anni: era ricoverato a causa del Covid-19

giovanni gastel morto
Ph. Hermes Mereghetti

Una gravissima perdita per il mondo della cultura e della moda: è morto oggi, 13 marzo, Giovanni Gastel, tra i fotografi più influenti degli ultimi decenni, collaboratore storico di brand come Dior, Trussardi, Krizia, Tod’s e Versace. Nipote di Luchino Visconti, Gastel, che avrebbe compiuto 66 anni il prossimo 27 dicembre, era stato ricoverato all’ospedale allestito alla Fiera di Milano in seguito a un peggioramento delle sue condizioni di salute, dopo essere stato colpito dal Covid.

Solo pochi mesi fa, il MAXXI di Roma gli aveva dedicato una mostra, con una selezione di 200 ritratti, realizzati nell’arco di una carriera lunga 40, che l’aveva portato a fotografare personaggi della politica, dell’arte, della cultura e della moda, come Barack Obama, Ettore Sottsass, Vasco Rossi, Roberto Bolle, Fiorello, Jovanotti, Mara Venier e Monica Bellucci. Tra i suoi innumerevoli lavori, per riviste quali Vogue, Elle e Vanity Fair, anche, recentemente, uno shooting con i Maneskin, la band vincitrice dell’ultimo festival di Sanremo. La notizia della sua morte è stata diffusa dall’ufficio stampa.

Già tantissimi i messaggi di cordoglio, diffusi sulle pagine social da parte di istituzioni artistiche e personaggi della cultura, dello spettacolo e della politica. «Con grande tristezza salutiamo Giovanni Gastel, molto più di un amico, un Maestro della fotografia che per anni ci ha conquistato con la sua arte e la sua gentilezza. Oggi con lui se ne va un pezzo del MAXXI», si legge sulla pagina Facebook del MAXXI. «Ciao Giovanni. Che brutto giorno oggi», è il messaggio di Stefano Accorsi. «Meraviglia d’uomo», scrive Paola Turci. «Ricordiamo Giovanni Gastel (Milano, 1955 – 2021), protagonista indiscusso della fotografia internazionale, che con il suo lavoro ha saputo raccontare e documentare in maniera unica e originale la storia della moda e i protagonisti del mondo della cultura e del progetto», scrivono dalla Triennale di Milano.

«Il Covid ci ha strappato anche Giovanni Gastel. La fotografia italiana perde un grande protagonista amato e stimato in tutto il modo. Un artista originale, garbato e dal profondo senso estetico che con i suoi scatti ha saputo ritrarre e cogliere l’intimità dei grandi personaggi della moda e della cultura internazionale. Solo qualche mese fa ho avuto l’onore di visitare insieme a lui la sua ultima bellissima mostra al MAXXI che ha documentato una parte importante del suo lavoro d’artista in oltre quarant’anni di attività. Ci mancheranno la sua arte e la sua intelligenza», ha dichiarato il Ministro della Cultura, Dario Franceschini.

Nato a Milano, il 27 dicembre 1955, da Giuseppe Gastel e Ida Visconti di Modrone, ultimo di sette figli, Giovanni iniziò la sua carriera di fotografo in un seminterrato a Milano, alla fine degli anni ’70. «Agli inizi facevo foto bruttissime», così Giovanni Gastel raccontava le sue prime prove fotografiche. Dopo aver lavorato per la casa d’aste londinese Christie’s, la svolta arrivò nel 1981, quando Carla Ghiglieri diventò la sua agente, introducendolo al mondo della moda. Da lì, una lunga e fruttuosa collaborazione con le riviste più importati, da Annabella a Vogue Italia, passando per Mondo Uomo e Donna. Gli anni ’80 e ’90 portano ancora la sua immagine, grazie alle campagne pubblicitarie per le case di moda quali Versace, Missoni, Nina Ricci, Guerlain. La consacrazione nel mondo dell’arte arrivò nel 1997, quando la Triennale di Milano gli dedicò una personale, a cura del grande Germano Celant, scomparso anche lui a causa del Covid.

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