12 maggio 2021

Voci e umori delle Alpi, nelle fotografie di Stefano Torrione a Bolzano

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Ambiente, cultura e tradizioni delle Alpi, raccontate nel progetto fotografico di Stefano Torrione, in esposizione al Museo Civico di Bolzano per i100 anni dalla nascita del CAI - Club Alpino Italiano

Stefano Torrione bolzano

Spesso le fotografie riescono a raccontare un mondo più di mille altre parole e dei veri e propri racconti visivi sono gli scatti di Stefano Torrione, ospitati fino al 31 agosto 2021 al Museo Civico di Bolzano. L’artista e reporter valdostano, che per 15 anni ha immortalato vite di uomini e di animali per importanti riviste scientifiche e naturalistiche, con la mostra “AlpiMagia: riti, leggende e misteri dei popoli alpini” ci restituisce un formidabile e composito affresco delle alpi e di tutta quella parte del nord Italia fortemente legata a leggende e tradizioni popolari.

Dai luoghi dell’infanzia a quelli della riconciliazione, passando per il Piemonte, la Liguria, il Veneto, il Friuli e il Sudtirolo, Torrione racconta, fotogramma per fotogramma, cinque intensi anni di lavoro tra le alpi italiane. Un impegnativo progetto fotografico che non documenta solo paesaggi montani, fatti di dirupi, creste, torrenti, laghi e pascoli, ma immortala anche gli umori, le storie, le consuetudini, i tempi e i rumori delle montagne, attraverso il filo conduttore della magia e del mistero.

78 straordinari e mistici scatti, dunque, per testimoniare il rapporto intrinseco che le popolazioni autoctone hanno con il territorio e la voglia delle stesse di resistere all’omologazione del mondo contemporaneo. 78 fotografie per coinvolgere chi guarda e condurlo dalla visione d’insieme del folklore montano alla parte più intima della cultura immateriale alpina.

La mostra, curata da Augusto Golin con la supervisione di Maurizio Veronese – Vice Presidente della sezione CAI di Bolzano e Responsabile delle Attività Culturali – e il patrocinato del Comune di Bolzano e della Fondazione Dolomiti Unesco, diviene un’occasione per commemorare i 100 anni dalla nascita del CAI – Club Alpino Italiano, per testimoniare il rispetto e l’amore per la natura e auspicare a un maggiore interesse verso tradizioni e culture millenarie che tutt’ora esistono e resistono.

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