22 luglio 2009

in fumo_mostre Diabolik-Eva Kant Roma, Palazzo Incontro

 
Nel rombo della Jaguar (E-Type, per esser precisi) c’è tutta la grinta di chi è al volante. Il muso aerodinamico sbuca dalla parete, avvolto da un fragore tutto da immaginare. Ecco la vita diabolika...

di

Freni che stridono, suono della velocità e adrenalina costantemente al top per un eroe inossidabile come Diabolik. Atletico e sensuale, intelligentissimo e coerente nella sua immoralità (è un ladro ambizioso, non un Robin Hood che ruba ai ricchi per dare ai poveri), questo divo nostrano nasce nel 1962.
Il mitico n. 1 del “fumetto del brivido”, come viene definito in copertina, s’intitola Diabolik. Il re del terrore (sottotitolo: “Romanzo completo”; il prezzo è 150 lire). Due occhi guardano il lettore attraverso la fessura della maschera; sul retro, il protagonista è a figura intera con il pugnale in mano; nel tondo, invece, c’è il suo antagonista: l’integerrimo ispettore Ginko con la pipa. Il male e il bene.
Un successo travolgente coglie la casa editrice Astorina e le creatrici, due sorelle quarantenni della Milano bon ton: Angela e Luciana Giussani. Lavoratrici instancabili, sono loro che firmano – fino all’ultimo istante – tutte le sceneggiature del fumetto, sempre attente a costruire storie di fantasia, fedeli alla stessa struttura narrativa.
Sorpresa e imprevisto, però, colorano la scena. E nulla è affidato al caso: le Giussani sono quanto mai meticolose. Si rivolgono addirittura alla polizia, o al medico legale, per conoscere dettagli di un mondo che altrimenti sarebbe lontanissimo. Non manca loro neanche l’ironia, come si può constatare guardando il filmato proiettato all’interno della mostra Diabolik-Eva Kant. Una vita vissuta diabolikamente, curata da Vincenzo Mollica, appassionato di fumetti oltre che di cinema.
Eva Kant Primadonna - pannelli in mostra - (c) Astorina
La macchina da presa le inquadra nella cucina, mentre serissime spiegano una ricetta doc: “L’uovo alla Diabolik”. Dopo aver calato un uovo (facendo attenzione a non rompere il guscio) in un pentolino con l’acqua bollente, lasciarlo cuocere per circa 4 minuti. Sgusciarlo, servirlo con un po’ d’olio e sale a piacimento. “Come mai si chiama alla Diabolik?”, chiede la voce fuori campo, con un tono lievemente perplesso. “Perché è un uovo rubato!”, la loro risposta impassibile.
Nel terzo numero della serie (marzo 1963), ecco comparire Eva Kant al fianco di Diabolik. Una sorta di Grace Kelly in versione cartoon: occhi verdi, capelli biondi raccolti nello chignon, perle e un diamante rosa che si rivelerà falso. Una bella coppia che litiga e si ama con estrema onestà. Tra mille storie di furti, complicità, denaro e fughe, un’unica certezza morale: un amore monogamico che non prevede il tradimento.
Una cartolina con Eva Kant e Diabolik - (c) Astorina
Tanti tasselli per ricostruire il puzzle di questa bella storia, che continua ancora oggi, e che il pubblico può seguire, lasciando ampio spazio fantasia, nei tre piani di Palazzo Incontro. Tra modellini, manifesti di film e gadget d’ogni genere (dalle scarpe da ginnastica alle mug), anche due poltroncine – una al primo piano, l’altra al secondo – con il tessuto che ripropone il pattern d’eccezione.
Angela e io abbiamo sempre pensato a Diabolik (e a Eva, Ginko e Altea) come a persone reali, vive, con un carattere in continua evoluzione”, diceva Luciana Giussani. “Ci sentivamo più biografe che inventrici”.

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la rubrica in fumo è diretta da gianluca testa


dal 9 luglio al 13 settembre 2009
Diabolik-Eva Kant. Una vita vissuta diabolikamente
a cura di Vincenzo Mollica
Palazzo Incontro
Via dei Prefetti, 22 (zona Pantheon) – 00186 Roma
Orario: da martedì a sabato ore 10-19 o su appuntamento
Ingresso libero
Catalogo Astorina
Info: mastronicola@giuffridabragadin.com; www.provincia.roma.it

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