14 maggio 2024

Colonia, all’asta i dipinti antichi di Van Ham

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Mentre a New York va in scena l’arte contemporanea, a Colonia è tempo di dipinti antichi presso la casa d’aste Van Ham. Il Capo Dipartimento Davide Dossi anticipa a exibart cinque lotti da non perdere

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Francesco Solimena, Studio preparatorio per la Crocifissione. Courtesy of Van Ham

Torna l’appuntamento primaverile con gli Old Masters di Van Ham, a Colonia. È ricca di tesori la nuova selezione, include la collezione del celebre storico dell’arte e curatore della Gemäldegalerie di Berlino Erich Schelier, scomparso lo scorso dicembre. Abbiamo chiesto al Capo Dipartimento di Arte Antica Davide Dossi di svelarci in anteprima cinque dei lotti che andranno all’asta il prossimo 17 maggio, ecco che cosa ha selezionato per noi.

Iniziamo proprio dalle opere appartenute a Erich Schleier, tra i più riconosciuti esperti di arte italiana del XVI-XVIII secolo, nonché curatore della pittura italiana alla Gemäldegalerie di Berlino dal 1971 al 1999. Van Ham ha ora l’onore di offrire la sua squisita collezione di dipinti e disegni dal XVII al XIX secolo. Tra questi Giacomo Cavedoni, ma anchedisegni di Giuseppe Bottani, Giovanni Lanfranco e Stefano Magnasco. Bellissimo, tra gli altri, lo Studio preparatorio per la Crocifissione di Francesco Solimena, realizzato intorno al 1728.

La seconda opera, estremamente rara, è un olio su tela di Johann Liss, del 1620 circa. Si intitola Rissa di contadini ed è stata custodita per decenni nella stessa collezione italiana. Come spiega il capo dipartimento, l’opera ha una forte struttura narrativa e, come suggeriscono Alberto Cottino e Rüdiger Klessmann in un catalogo della mostra del 1975, l’ispirazione del soggetto potrebbe provenire da un’incisione del pittore tedesco Hans Sebald Beham (1500 – 1550) del 1547, che raffigura una rissa tra contadini a cui Liss aggiungerebbe dettagli di fantasia.

Johann Liss, Rissa di contadini. Courtesy of Van Ham

Il terzo lotto che cattura l’attenzione è Festa di Santa Lucia a Napoli ad opera di Oswald Achenbach (stima: € 80.000-120.000). Siamo alla fine dell’Ottocento, nel 1886 esattamente, e Oswald, insieme al fratello Andreas, rappresenta la quintessenza della Scuola pittorica di Düsseldorf. Qui l’artista, noto soprattutto per i suoi paesaggi italiani, spesso raffiguranti una natura idilliaca e materna, rappresenta stavolta una scena più vivace, notturna, con una folla in festa al porto di Napoli, sotto le antiche fortificazioni, bellissimo il dettaglio dei fuochi d’artificio riflessi nell’acqua. Per comprendere l’importanza dell’opera, basti pensare chhe altre varianti di questo soggetto sono custodite in importanti collezioni museali, come all’Ermitage di San Pietroburgo e la Neue Galerie di Kassel.

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Oswald Achenbach, Festa di Santa Lucia a Napoli. Courtesy of Van Ham

Un’altra opera suggerita dal Capo Dipartimento Davide Dossi: Battaglia di cavalieri arabi con leoni del 1842, realizzato da Raden Saleh Ben Jaggia, considerato il primo artista asiatico a ricevere un’educazione europea. Il suo amico e mecenate Ernesto II di Sassonia-Coburgo-Gotha lo introdusse in molte corti europee, tra cui la famiglia reale britannica quando regina era Vittoria del Regno Unito. Qui erano molto apprezzati i motivi esotici di questo artista dall’eccezionale talento, che incarnava egli stesso l’esotismo dell’Estremo Oriente. In particolare, la Battaglia offerta da Van Ham è considerata dal dottor Werner Kraus, esperto di Raden Saleh, come uno dei lavori più importanti dell’artista. La stima è di € 300.000-500.000.

Raden Saleh Ben Jaggia, Battaglia di cavalieri arabi con leoni. Courtesy of Van Ham

Ultima anticipazione prima della vendita, stavolta si tratta di un’opera puntinista, evidentemente sottesa da un approccio radicalmente scientifico. «I colori tamponati a punti sulla tela non sono mescolati tra loro, ma giustapposti l’uno all’altro», ricordano da Van Ham, «l’immagine, che il pittore costruisce secondo le leggi dell’ottica è destinata a formarsi nell’occhio di chi guarda». È questo il caso di Petite plage à Saint-Tropez di Théo van Rysselberghe, il pittore belga più celebre del movimento, che utilizzò prevalentemente questa nuova tecnica a partire dal 1888 circa. Tuttavia, egli modificò la rigida dottrina del puntinismo e lavorò con valori cromatici tonali e pennellate brevi. La stima del suo dipinto, a Colonia, è di € 90.000-120.000.

Théo van Rysselberghe, Petite plage à Saint-Tropez. Courtesy of Van Ham

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