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Il suo nome è noto: nato ad Amsterdam da una famiglia di pittori, Jan van Huysum ricevette la sua prima formazione dal padre, Justus van Huysum, pittore di nature morte e decoratore. Sviluppò uno stile dettagliato e naturalistico che ben presto superò i suoi predecessori e contemporanei per complessità e raffinatezza, fino a specializzarsi in elaborati bouquet, con dettagli botanici, tonalità vibranti e composizioni complesse.
Sappiamo anche che la sorprendente precisione delle nature morte di Jan van Huysum deriva in gran parte dalla sua pratica di dipingere frutta e fiori dal vero, una prassi che spesso comportava ritardi nell’esecuzione dei dipinti – banalmente, si trovava costretto ad attendere che gli esemplari prescelti fossero di stagione, talvolta dovendo giustificare grandi ritardi alla sua committenza proprio per questo motivo. In una lettera del 1742 al duca Christian Ludwig von Mecklenburg scrisse: «L’anno scorso non sono riuscito a trovare una rosa gialla, altrimenti l’avrei già finito». Ma anche questa, dicevamo, è cosa nota.

Ciò che invece è un mistero, poiché gelosamente custodito dallo stesso pittore, è la sua tecnica pittorica, quella con cui portava a termine le tele tra superfici traslucide e velature: Jan van Huysum si rifiutava categoricamente di far entrare chiunque nel suo studio mentre dipingeva, per timore che i suoi metodi potessero essere scoperti. Un segreto che portò in effetti a buoni risultati – anche economici – per il pittore: Jan van Huysum riscosse un notevole successo e, durante la sua vita, le sue nature morte floreali venivano vendute a prezzi dieci volte superiori a quelli di un dipinto di Rembrandt.
A giugno, Christie’s metterà all’asta alcuni dei suoi lavori “segreti”. Frutta e fiori in un cesto di vimini, anni ’20 del Settecento (stima su richiesta, intorno ai 3.000.000 di sterline) e Fiori in un vaso di terracotta, 1734 (stima su richiesta, intorno ai 3.000.000 di sterline), saranno infatti tra i lotti dell’asta serale di dipinti antichi di Christie’s del 30 giugno 2026, durante la Settimana Classica di Londra. Senza nessun mistero: tra i capolavori più attesi della vendita.

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