15 ottobre 2021

Non solo Banksy. L’arte italiana polverizza le stime da Sotheby’s

di

Boetti, Castellani, Melotti, Manzoni. Sette opere del dopoguerra italiano fanno scintille da Sotheby’s, moltiplicando le valutazioni iniziali

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Alighiero Boetti, Senza titolo (I verbi irregolari, Tocchi e rintocchi, Per nuovi desideri...). Courtesy Sotheby's

Lo sappiamo, Banksy ha fatto il colpo grosso ieri sera a Londra. E non avevamo troppi dubbi, a dirla tutta, perché Love is in the Bin – un tempo semplicemente Girl with Balloon – non portava con sé solo il valore di un’opera, ma anche quello di una performance, di un unicum nel mercato dell’arte, con una cassa di risonanza da oltre 30.000 notizie globali (ne parlavamo qui). Ma il re della street art, ieri sera, non è stato l’unico a far palpitare i cuori di New Bond Street. Ben 7 opere che «incarnano la migliore produzione dell’arte italiana del dopoguerra» – così dicono gli esperti di Sotheby’s – sono passate di mano con performance straordinarie. Una per tutte, una Mappa di Alighiero Boetti, partita da £1,8 milioni per poi essere aggiudicata per 3 milioni di sterline ($4,2 milioni) – il secondo prezzo d’asta più alto per l’artista di Torino.

«I risultati sono una testimonianza del forte appeal internazionale delle opere di questi titani dell’arte italiana», commenta a caldo Claudia Dwek, Presidente di Arte Contemporanea, Europa, e Presidente di Sotheby’s Italia. «Tutti e sette i pezzi hanno fatto il loro debutto all’asta stasera, essendo stati originariamente acquistati direttamente dagli artisti stessi o dalle gallerie che li esponevano in quel momento. Per tutti questi lavori, questa è stata la loro prima esposizione fuori dall’Italia, e l’entusiasmo che abbiamo visto questa sera riflette pienamente la rarità di queste opere storicamente significative».

È il caso di E il Resto, uno dei disegni a biro di Boetti, venduto ieri sera per £390.100 ($532.896) – oltre la sua stima massima di £250.000-300.000; e ancora di Senza titolo (I verbi irregolari, Tocchi e rintocchi, Per nuovi desideri…), che da Sotheby’s è stato battuto per 402.200 £ ($549.425), a partire da £300.000-400.000. Due Superficie Bianca di Enrico Castellani hanno conquistato gli offerenti fino a raggiungere, rispettivamente, £1,3 milioni ($1,8 milioni) e £922.500 ($1.260.181), mentre La bestia veliero di Fausto Melotti è passato di mano per £264,600 / $361,457. Infine Achrome di Piero Manzoni («L’artista ha raggiunto la libertà integrale; la pura materia diventa pura energia; tutti i problemi di critica artistica sono superati; tutto è permesso»), che ha raggiunto £668.400 ($913.068) prendendo la rincorsa da una valutazione di £300.000-400.000.

E arriviamo così alla superstar della serata, Love is in the Bin, la famigerata tela fatta a pezzi nel novembre 2018. Un’opera distrutta, venduta e poi cresciuta di valore, tanto che la sua stima alta di ieri sera corrispondeva già a sei volta la sua ultima aggiudicazione. Ma Banksy è andato ancora oltre, triplicando le più rosee aspettative. Ufficialmente scalzato dunque il record di Game Changer, l’opera pandemica aggiudicata lo scorso marzo per $23,2 milioni. Il binomio Sotheby’s/Banksy torna vincitore sotto il martello delle aste.

Photo gallery, da Boetti a Manzoni

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Alighiero Boetti, E il resto. Courtesy Sotheby’s
Piero Manzoni, Achrome. Courtesy Sotheby’s
Alighiero Boetti, Mappa, 1978. Courtesy Sotheby’s
Enrico Castellani, Superficie Bianca N. 33. Courtesy Sotheby’s
Fausto Melotti, La bestia beliero. Courtesy Sotheby’s

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