19 marzo 2024

Sotheby’s, l’African Art torna dal vivo in New Bond Street

di

Dopo quattro anni di vendite online, la casa d'aste presenta a Londra una ricca selezione dedicata alla Modern & Contemporary African Art, con nomi da Amoako Boafo ad Alexis Preller

African art sotheby's
Alexis Preller, Portrait of the Artist as a Visionary. Courtesy of Sotheby's

Nella sua sede di New Bond Street a Londra, Sotheby’s presenta la sua asta annuale Modern & Contemporary African Art, una visione rivolta all’espressione artistica africana del XX e XXI secolo, attraverso un’esposizione aperta dal 15 al 20 marzo a inaugurarne la vendita con appuntamento il 21 marzo. Si tratta di un’occasione speciale: è la prima asta dal vivo dopo quattro anni per questa categoria, infatti da marzo 2020 a marzo 2023 le sue vendite si erano svolte unicamente online. Il catalogo è composto da 98 opere di 66 importanti artisti provenienti da 23 Paesi dell’Africa, dove quasi il 90% dei lotti fanno qui il loro debutto e oltre l’85% sono inediti ed esposti per la prima volta, con le più accattivanti opere di Ben Enwonwu, Alexis Preller, Irma Stern, Amoako Boafo, Sydney Kumalo, Pascale Marthine Tayou e Ouattara Watts.

È interessante inoltre sottolineare che le vendite di Modern & Contemporary African Art, dalle opere diversificate e significative, hanno raggiunto oltre 130 record d’asta dall’inaugurazione della categoria nel 2017, presentando delle selezioni diversificate e significative dove si affiancano opere emblematiche del modernismo africano a opere pioniere di artisti contemporanei.

Inoltre negli ultimi anni, il mercato internazionale delle aste di arte africana è sempre più cospicuo e in continua crescita. Ad esempio, con l’ultima selezione dedicata, Sotheby’s ha guadagnato oltre il 50% della quota di mercato mentre nello scorso ottobre, la maison ha stabilito un nuovo record di vendita per un’artista di origine africana con l’opera Untitled di Julie Mehretu, battuta all’asta per $ 9,3 milioni nella sua sede di Hong Kong. Nello stesso mese, a Londra, anche la pittrice britannico-ghanese Lynette Yiadom-Boakye ha battuto il suo record con l’opera Six Birds in the Bush venduta per $ 3,6 milioni. A novembre invece, da Sotheby’s New York ancora l’artista Julie Mehretu ha fissato un nuovo record per ben $ 10,7 milioni, stavolta con l’opera Walkers With the Dawn and the Morning.

Aboudia, Les enfants d’Abobo. Courtesy of Sotheby’s

Da un punto di vista più totalizzante, si può notare il consolidamento di diverse istituzioni dedicate all’arte africana come la fiera d’arte internazionale 1-54 Contemporary African Art Fair e la Art X Lagos, insieme alla presenza sempre crescente in istituzioni preesistenti, come nella prossima edizione della Biennale di Venezia, con i nuovi padiglioni Marocco e Benin. «Ora, più che mai, sembra un momento incredibilmente eccitante per acquisire opere d’arte africana, gli artisti del continente continuano a prendere d’assalto il mondo dell’arte, con importanti inaugurazioni di musei e mostre istituzionali, e ad aumentare la rappresentanza nelle fiere d’arte e nelle gallerie in tutto il mondo», commenta Hannah O’Leary, responsabile dell’arte africana moderna e contemporanea di Sotheby’s.

Tra le opere più attese del catalogo, c’è il ritratto dell’artista sudafricano Alexis Preller Portrait of the Artist as a Visionary del 1972, dove le calde campiture alternate a quelle fredde compongono un vivace gioco di contrasti. Attualmente, Preller è anche il protagonista con una sua retrospettiva presso la Norval Foundation di Città del Capo, e la sua opera presenta una delle stime più alte, £ 200.000-300.000. Al suo fianco, l’opera del giovanissimo artista ghanese Amoako Boafo Standing Nude del 2015, dove si ritrae leggendo il testo-manifesto fondamento di Franz Fanon I Dannati della terra, rivolto alla lotta decoloniale e all’emancipazione delle società oppresse ponendosi al centro della narrazione (£ 100.000-150.000). Boafo è comparso nelle aste da pochissimi anni ma con dei numeri fin da subito impressionanti, in particolare nel 2021 dove batté il record da Christie’s da £ 3,4 milioni.

La natura morta Still Life with Watermelon and Dahlias dell’artista sudafricana Irma Stern, del 1937, dalle pennellate espressionistiche che dinamiche si alternano componendo un’immagine vibrante e luminosa, riconoscibile nel genere delle still life (£ 100.000-150.000); un dipinto dell’ambita serie Africa Dances di Ben Enwonwu del 1978 che raffigura la cultura della danza tradizionale nigeriana attraverso dinamiche figure femminili (£ 50.000-70.000); insieme all’opera scultorea in bronzo di Sydney Kumalo St Francis del 1962, una delle più ricercate (£ 30.000-50.000), dove il Santo d’Assisi, dai tratti del viso che rimandano alle maschere africane, incarna qui sia il simbolismo cristiano che quello africano: con una mano tiene stretta a sé una colomba come segno di pace, mentre l’altra punta in alto vittoriosa con un gesto che rimanda al saluto del black power, simbolo di solidarietà e resistenza adottato durante l’apartheid.

African art sotheby's
Irma Stern, Still Life with Watermelon and Dahlias. Courtesy of Sotheby’s
Godfried Donker, St George Stevenson vs. St Jack Broughton. Courtesy of Sotheby’s

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui