-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Ensemble_2026: accordi e risonanze della pittura emergente in mostra a Bassano del Grappa
Mostre
Concepita come una mappatura corale e sinfonica e visitabile fino al prossimo 30 settembre, la mostra proposta alla Fondazione THE BANK di Bassano del Grappa, offre uno spaccato nitido sulla pittura emergente da Nord a Sud Italia, riunendo una selezione di oltre cento opere firmate da artisti under 40, scelti dal curatore Cesare Biasini Selvaggi. L’iniziativa si configura come l’atto inaugurale di un ambizioso progetto espositivo a cadenza biennale, nato per cogliere e sostenere i nuovi orientamenti pittorici presenti nel panorama artistico italiano.
Il ricco percorso espositivo si apre con Sinfonia delle lenzuola di Dario Carratta: un crocevia di richiami tra le anatomie affusolate di Modigliani e le atmosfere sospese di Casorati, evocate secondo una chiave di lettura profondamente personale e contemporanea. In Ensemble_2026 le opere seguono un itinerario emozionale, musicale, creando un prisma tra linguaggi e ricerche differenti, volto a riflettere e far risuonare le singolari sensibilità espressive.

In Not bored at all, Adelisa Selimbašić privilegia la delicatezza dei toni pastello per mascherare l’ambiguità del gesto in atto. Colta di spalle, una figura indossa una gonna rosa candido; il nostro sguardo, velatamente voyeurista, cade sulle dita affondate in due tasche posteriori trasparenti. Un inquadratura che esclude ogni lettura univoca: a chi appartengono veramente quelle mani?
Mentre Dorotea Tocco in Mi rivelo con la notte ci lascia entrare nel suo florido immaginario, la sua stanza da letto: rifugio di un’intimità dal sapore adolescenziale e scrigno di ossessioni, speranze, paure e feticismi. Una terra di mezzo tra reale e onirico, brulicante di oggetti familiari e simboli esoterici, in cui il mostruoso convive e converge con una femminilità ancestrale, lunare.

Muovendosi tra percorsi sperimentali e nuove geografie visive, la ricerca degli artisti valica i confini dei generi accademici per svincolare la pittura dai suoi codici figurativi tradizionali. Ne è simbolo eloquente, nel caso del paesaggio, La passeggiata nel nudo inverno di Riccardo Vicentini. In questo scenario montuoso, l’occhio rimbalza tra le rocce alla ricerca di una chiave prospettica, in bilico tra un’immagine liquescente catturata dal riflesso dell’acqua e lo scorcio improbabile di un orizzonte naturale.
I linguaggi artistici in mostra non si esauriscono tuttavia nella pittura. Attraverso la tecnica del ricamo, Caos gentile dà vita a una composizione che intreccia figurazione e astrazione: il filo si fa punto di contatto tra la seconda e la terza dimensione, innescando un dialogo tra i vari alfabeti visivi.















