18 settembre 2019

Ruais, Tuttle e Wilson da Anna Marra, Roma

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Alla galleria Anna Marra una collettiva riunisce i lavori di Brie Ruais, Martha Tuttle, Letha Wilson per la prima volta in Italia. La curatrice e la gallerista ci raccontano la mostra

Letha Wilson da Anna Marra, Roma
Letha Wilson, Steel Face Concrete bend Kauai Greens, 2019, unique C-print concrete transfer emulsion steel frame, 71 x 61 x 4 cm, courtesy Galleria Anna Marra

Alla Galleria Anna Marra, a Roma, inaugura oggi, 18 settembre, la collettiva Embodying: Flesh, Fiber, Features”, a cura di Serena Trizzino, che riunisce i lavori di tre artiste americane che vivono e lavorano a New York City: Brie Ruais (1982, Southern California), Martha Tuttle (1989, Santa Fe, New Mexico), Letha Wilson (1976, Honolulu). “Embodying” segna la prima in Italia delle artiste e presenta una ventina di lavori realizzati appositamente per gli spazi della galleria: dalle due grandi installazioni in ceramica ai piccoli lavori in polpa di carta di Brie Ruais, dalle tele in tessuti lavorati a mano di Martha Tuttle fino alle fotografie che incontrano la scultura di Letha Wilson.

«Centrali nella pratica delle artiste – ha spiegato la galleria alla stampa – sono il rapporto fisico ed emotivo con i materiali impiegati (argilla, lana, fotografia e materiali industriali) e con la natura. Continua fonte di ispirazione per gli artisti, dal Rinascimento fino alla Land Art, la natura continua ad essere un riferimento ancora oggi nell’epoca social».

Abbiamo parlato della mostra con la curatrice e la gallerista.

Come è nata questa collettiva strettamente connessa a New York City?

Anna Marra: «Sono particolarmente attratta dalle ricerche di respiro internazionale e dal 2015 focalizzo parte dell’attività della galleria su artisti americani ancora poco conosciuti sul territorio italiano.
Grazie alla collaborazione con gallerie e curatori newyorkesi, ho esposto per la prima volta in Italia le fotografie della giovanissima Martine Gutierrez, successivamente selezionata per la 58ma Biennale di Venezia curata da Ralph Rugoff, le opere di Saul Melman, già in collezione presso il MoMA PS1, e i monumentali disegni di Michael Ryan.
Nel 2016 ho inoltre avviato un ciclo di collettive sempre dedicate ad artisti attivi sulla scena newyorkese, coinvolgendo Derrick Adams, Firelei Báez, Benjamin Degen, Abigail DeVille, Daniel Rich, Alexandria Smith, Paul Anthony Smith».

Come avete selezionato gli artisti per la mostra “Embodying” e come si uniscono le loro ricerche nel progetto espositivo?

Serena Trizzino: «L’idea della mostra nasce dal desiderio di presentare tre artiste la cui ricerca gravita intorno a temi quali corpo e natura e che, nonostante si esprimano attraverso media diversi, mostrano di avere una sensibilità affine.
Ruais, Tuttle e Wilson sono interessate al rapporto tra l’io fisico e il mondo, in particolare quello naturale, che le circonda. Ruais crea ceramiche in cui imprime o se stessa (attraverso interventi fisici sulla materia) o il suo mondo geografico di riferimento (attraverso una mappatura dello spazio e degli elementi che lo popolano). Tuttle invece si dedica alla tessitura degli intarsi in lana presenti nei suoi lavori, investendo il tessuto – attraverso il gesto e l’azione – di un significato biografico e personale. Wilson infine, interviene su fotografie di paesaggi naturali con materiali industriali e gesti radicali, al fine di ricordare allo spettatore che, nella società moderna, l’intervento umano e i panorami, anche quelli più incontaminati, fanno parte della stessa realtà».

Come si inserisce questa mostra nella programmazione della Galleria Anna Marra?

Anna Marra: «Questa mostra con Brie Ruais, Martha Tuttle e Letha Wilson prosegue l’intento di offrire uno sguardo attento sulle ricerche d’oltreoceano. Oltre a presentare in anteprima a Roma il lavoro di tre artiste newyorchesi, ho coinvolto un antropologo per la stesura del testo critico: Massimo Canevacci, noto per indagare gli “oggetti” con le modalità generalmente riservate all’uomo, avendo a lungo affrontato la comunicazione visuale da un punto di vista antropologico, ha aggiunto un punto di vista trasversale».

Quali saranno i progetti espositivi che presenterete nei prossimi mesi?

AM: «Nei prossimi mesi, sarò presente a 1-54 Contemporary African Art Fair con un solo-show di Alexandria Smith, ad Art Verona con un booth dedicato a Davide Bramante, ad Art On Paper a Bruxelles, dove presenterò i lavori di Michael Ryan e Veronica Botticelli.
In galleria invece, a metà novembre inaugurerà una collettiva pensata come un viaggio sociale ed esistenziale, curata da Marina Dacci, che coinvolgerà Paula Cortazar, Benjamin Degen, Alexandra Karakashian e Michele Mathison, mettendo in dialogo scultura, pittura e disegno, con l’intento di sollecitare riflessioni su ciò che oggi significa attraversare, esplorare diversi territori geografici e culturali.
Nel 2020 tornerò ad affrontare la complessa questione della Black identity nell’America contemporanea, con una mostra curata da Larry Ossei-Mensah, che presenterà per la prima volta in Italia opere di Kim Dacres, Kenturah Davis, Basil Kincaid, Nate Lewis, David Shrobe e Kennedy Yanko».

 

Brie Ruais, Martha Tuttle, Letha Wilson
Embodying: Flesh, Fiber, Features
A cura di Serena Trizzino
Dal 18 settembre al 26 ottobre 2019
Anna Marra Arte Contemporanea
Via Sant’Angelo in Pescheria 32, Roma
Opening: 18 settembre 2019, ore 18.30
Orari: dal lunedì al sabato, dalle 15.30 alle 19.30 e su appuntamento
www.galleriaannamarra.com, info@galleriaannamarra.it

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