05 giugno 2026

Parola a Davide Vanin: come 21Art conquista Montecarlo e Jesolo

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Con le mostre di Jan Fabre e Mario Ceroli, 21Art sbarca a Montecarlo e apre a Jesolo. In quest'intervista, il CEO Davide Vanin ci svela le strategie di questa doppia espansione

21art Davide vanin
Mario Ceroli, Evviva, 2026 installazione in legno 150 x 494 cm © 2026 Federico Beccari. Tutti i diritti riservati

Nata in Veneto dall’intuizione dell’imprenditore Davide Vanin e sostenuta fin dal principio dalla visione di Alessandro Benetton21Art è ormai una realtà affermata nel panorama contemporaneo italiano. Il mese di giugno 2026 segna una doppia pietra miliare nel percorso di crescita del gruppo: da un lato, 21Art varca per la prima volta i confini nazionali inaugurando una prestigiosa sede estera nel Principato di Monaco. Dall’altro, consolida il proprio legame viscerale con le radici venete aprendo un nuovo spazio all’interno dell’iconica Torre Aquileia a Jesolo.

In questa intervista, il CEO Davide Vanin ci guida dietro le quinte di quest’espansione geografica e concettuale, spiegandoci come il radicamento locale e la proiezione globale possano coesistere per dare una nuova spinta al sistema dell’arte italiano.

Davide Vanin

Con l’inaugurazione a Montecarlo, 21Art esce per la prima volta dai confini italiani. Perché la scelta è caduta proprio sul Principato di Monaco e in che modo questa prima sede estera aiuterà la valorizzazione internazionale degli artisti italiani che rappresentate?

«Il Principato di Monaco si sta affermando come destinazione artistica di primo piano e polo strategico per l’arte contemporanea: lo testimonia il fatto che importanti gallerie internazionali abbiano deciso di aprire nuove sedi a Montecarlo. Siamo certi che la frequentazione del Principato da parte di collezionisti di alto profilo e operatori di settore da tutto il mondo garantirà agli artisti italiani che rappresentiamo maggiore visibilità e opportunità a livello internazionale.

La galleria di Montecarlo sarà inaugurata con una mostra personale di Jan Fabre, grande innovatore della scena artistica contemporanea, che certo non abbiamo scoperto noi, ma nella cui ricerca crediamo profondamente. Una sezione importante della personale, curata da Melania Rossi, sarà dedicata ai lavori in corallo rosso, che di recente sono stati particolarmente apprezzati, come dimostra anche il passaggio in asta dell’opera A spiritual space (Shrine), che nel 2025 ha realizzato da Sotheby’s  a Milano un’aggiudicazione superiore ai 500.000 euro».

Jan Fabre, Born in Oro Rosso, 2022, Artist’s blood, watercolour, HP pencil and colour pencil on paper, 46,5 x 45,5 cm (framed)

Mentre puntate all’estero, rafforzate le radici nel vostro territorio d’origine con lo spazio nella Torre Aquileia a Jesolo. Come si inserisce questa nuova apertura nella vostra strategia e come si replica qui il fortunato modello di incontro tra arte e design già sperimentato con il Treviso Art District?

«21Art è nata in Veneto, grazie al prezioso supporto di Alessandro Benetton, che per primo ha creduto nel progetto e nella visione di un giovane imprenditore. La sede storica si trova a Treviso; successivamente abbiamo aperto a Padova, e ora stiamo inaugurando una nuova sede a Jesolo, meta estiva per i veneti, che oggi più che mai si sta aprendo in modo significativo al turismo internazionale. Era per noi fondamentale creare un ulteriore luogo di incontro per i members dei club di Treviso e Padova, che nei mesi estivi si trovano nelle mete balneari, prima tra tutte Jesolo. Non parliamo, tuttavia, di una galleria stagionale: la programmazione di 21Art Jesolo sarà annuale.

Vista l’ottima collaborazione che a Treviso abbiamo instaurato con Attico Interni, anche a Jesolo abbiamo pensato di replicare il modello di incontro tra arte, design e architettura promosso dal Treviso Art District. In particolare, la nostra sede si trova all’interno dell’iconica Torre Aquileia, accanto allo store dell’amico Stefano Foffano: questo ci darà certamente modo di organizzare diverse attività insieme per i collezionisti d’arte e design. Il pensiero va verso un possibile Jesolo Art District per valorizzare una zona centrale ma che necessita di un intervento significativo».

21art Davide Vanin
Veduta della mostra Mario Ceroli L’ultima Utopia. Ceneri e germogli cronache dal Presente 21Art Treviso 2026 © 2026 Federico Beccari. Tutti i diritti riservati

Ad inaugurare la sede di Jesolo vedremo la mostra Il mare e il mito di Mario Ceroli. Tra l’altro, l’artista è contemporaneamente in mostra anche nella sede di Treviso fino a fine luglio. Vi è un dialogo tra questi due progetti?

«Entrambe le mostre, curate da Cesare Biasini Selvaggi, si configurano come installazioni site-specific che interessano l’ambiente della galleria nella sua totalità. Quando abbiamo conosciuto Mario Ceroli, ininterrottamente protagonista della scena artistica dalla seconda metà del XX secolo, ci siamo resi immediatamente conto che la sua energia non è quella di un uomo di 88 anni, ma di un ventenne, con tante nuove idee e progetti. È per noi un onore poter presentare la sua ultima produzione, sia a Treviso che a Jesolo, unitamente ad alcune opere storiche. La scelta di aprire anche la sede di Jesolo con Mario Ceroli asseconda i desideri dei members di 21Art Club, con i quali si è creata una grandissima sintonia, prima a Padova, in occasione di una private view, e poi a Treviso con L’Ultima Utopia. Ceroli è un grandissimo maestro, ma anche una persona capace di farsi volere bene».

 Il modello di 21Art si distingue per una struttura originale: ogni galleria è supportata dai membri del 21Art Club. Ci spiega come funziona concretamente questo ecosistema innovativo?

«21Art Club è la community di collezionisti, professionisti e appassionati che affianca le sedi di 21Art, ampliando il tradizionale ruolo della galleria attraverso salotti culturali, incontri e attività di approfondimento dedicate all’arte contemporanea. I salotti, in particolare, rappresentano luoghi di incontro e confronto tra i più importanti protagonisti del sistema dell’arte in Italia e all’estero e i members del Club. Un ecosistema che favorisce il dialogo tra collezionisti esperti e neofiti, supportati da servizi di advisory, catalogazione e gestione delle collezioni, con l’obiettivo di rendere più accessibile un sistema spesso percepito come complesso e selettivo.

Di recente, i club di Treviso, Padova e Roma hanno nominato i rispettivi Presidenti: Walter Bertin, Francesco Nalini e Ottavia Zanzi. Le nuove figure di rappresentanza rafforzano il legame tra arte, impresa e territorio, promuovendo una rete capace di valorizzare le specificità locali e sostenere, attraverso progettualità condivise, la ricerca artistica contemporanea.

Veduta della mostra Mario Ceroli L’ultima Utopia. Ceneri e germogli cronache dal Presente 21Art Treviso 2026 © 2026 Federico Beccari. Tutti i diritti riservati

Accanto all’attività espositiva, 21Art promuove anche progetti che portano l’arte oltre gli spazi della galleria, grazie anche all’interessamento della propria community. Ne costituiscono un esempio le residenze d’artista sviluppate con primari partner industriali e la partecipazione all’inaugurazione di Ca’ del Chiostro, prestigioso intervento residenziale nel centro di Padova che restituisce alla città un luogo di forte valore identitario. Su invito di Covivio, Carron SpA e Metroquadro Home Advisor, l’11 giugno 21Art curerà l’allestimento degli spazi comuni e di alcuni interni, oltre a produrre una performance installativa della giovane artista indiana Vanshika Agrawa (1999), a cura di Cesare Biasini Selvaggi, dedicata ai temi universali dell’esperienza umana.

Grazie a 21Art Club, 21Art è molto più di una galleria: è una community viva che unisce persone, competenze e passioni per sostenere e valorizzare gli artisti del presente. Puntiamo a mettere a sistema qualcosa di ambizioso, a supporto del ‘sistema arte’ italiano».

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