23 giugno 2026

In Qatar sarà un autunno pieno mostre, da Penone alla nuova Quadriennale

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Qatar Museums annuncia una caldissima stagione espositiva autunnale 2026, con oltre 15 mostre ad ampio raggio, da Giuseppe Penone al design, in attesa del debutto della quadriennale Rubaiya

Untitled 2025 (No Bread No Ashes), public performance by Rirkrit Tiravanija, MIA Park, Doha, Qatar, October 2025. Photo: Qatar Museums

Tra nuove biennali, grandi mostre internazionali e progetti dedicati al patrimonio culturale, l’autunno del Qatar si preannuncia come una delle stagioni più dense nella storia recente di Qatar Museums. L’istituzione guidata da Sheikha Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al Thani ha annunciato un programma che, tra settembre e novembre 2026, comprende oltre quindici mostre, tra cui un’ampia retrospettiva dedicata all’artista italiano Giuseppe Penone, maestro dell’Arte Povera, la seconda edizione della biennale di design Design Doha e il debutto di Rubaiya Qatar, nuova quadriennale d’arte contemporanea.

L’ambizione è chiara: consolidare il ruolo del Qatar come uno dei principali poli culturali del Medio Oriente, facendo dialogare patrimonio storico, arte contemporanea, design e ricerca curatoriale. «Ogni traguardo rappresenta una testimonianza dello spirito umano e un potente richiamo al fatto che, nei momenti di conflitto, è più importante che mai riunirsi attraverso la forza della cultura», ha dichiarato Sheikha Al Mayassa.

Giuseppe Penone, l’Arte Povera approda a Doha

Tra gli appuntamenti più significativi dell’autunno di Qatar Museums spicca Giuseppe Penone: The Inner Flow of Life, grande mostra dedicata a Giuseppe Penone, in programma dal 26 ottobre 2026 al 13 febbraio 2027 al National Museum of Qatar.

L’esposizione, organizzata in collaborazione con lo Studio Giuseppe Penone e curata da Hans Ulrich Obrist e da Issa Al Shirawi, rappresenta uno dei principali progetti internazionali dedicati all’artista italiano negli ultimi anni. Attraverso opere che attraversano oltre cinque decenni di ricerca, dal 1969 a oggi, la mostra mette in evidenza i temi centrali della poetica di Penone: il dialogo tra essere umano e natura, il tempo come processo di trasformazione della materia e la continuità tra gesto artistico e processi organici. Le sale della Baraha e dell’Old Palace del museo saranno trasformate da un articolato percorso di sculture, installazioni e padiglioni realizzati in legno, bronzo, marmo, argilla e ferro, materiali che l’artista ha sempre utilizzato per indagare la relazione profonda tra il corpo e il paesaggio, tra memoria e crescita naturale.

La scelta di dedicare una grande mostra a Penone appare particolarmente significativa nel contesto culturale del Qatar. La sua ricerca, sviluppata nell’ambito dell’Arte Povera ma da sempre proiettata verso una riflessione universale sul rapporto tra uomo e ambiente, dialoga infatti con alcune delle questioni più urgenti del presente, dall’ecologia alla sostenibilità, fino alla ridefinizione del nostro rapporto con la natura.

Ad accompagnare la mostra sarà inoltre una nuova installazione pubblica, Idee di Pietra, che verrà collocata nel Doha Old Port, estendendo il progetto oltre gli spazi museali e inserendo l’opera di Penone nel tessuto urbano della città.

Giuseppe Penone, Alberi libro (Book Trees), 2017, and Respirare l’ombra (To Breathe the Shadow), 2000. Installation view, Serpentine South. Photo: George Darrell. Courtesy of Giuseppe Penone and Serpentine

La Via della Seta e le nuove narrazioni della fotografia

La stagione si aprirà il 3 settembre al Museum of Islamic Art con Uzbekistan: Heritage in Motion, una grande mostra dedicata alla storia islamica dell’Uzbekistan. Attraverso architetture, manoscritti, gioielli, ceramiche e tessuti, il progetto ripercorre le stratificazioni culturali delle antiche città della Via della Seta e le loro eredità contemporanee.

Nello stesso periodo il museo ospiterà anche Ektashif Uzbekistan, che presenta le opere di artisti qatarioti coinvolti in un programma di scambio culturale tra Tashkent, Samarcanda e Bukhara.

Dal 5 settembre la Al Hosh Gallery ospiterà Frame & Focus, mostra collettiva che riunisce tredici fotografi formatisi attraverso un programma della VII Foundation e del Tasweer Photo Festival. I lavori affrontano temi quali identità, memoria, appartenenza, migrazione e trasformazioni della società qatariota.

La modernità irachena al Mathaf e la memoria del Qatar

Il 25 ottobre il Mathaf: Arab Museum of Modern Art inaugurerà What Lingers in the Artist’s Mind: The Experiments and Legacies of the Baghdad Modern Art Group, un’ampia ricognizione dedicata allo storico collettivo fondato nel 1951 da Jewad Selim e Shakir Hassan Al Said. La mostra, curata da Nada Shabout, riflette sul ruolo del gruppo nella costruzione della modernità artistica araba e sul rapporto tra memoria culturale e distruzione provocata dai conflitti.

Jewad Selim, Baghdadiat, 1956. Mixed media on hardboard, 98.5 × 169 cm. Courtesy of Qatar Museums

Il 26 ottobre il Fahad Bin Ali Palace ospiterà l’arrivo in Qatar di Beyti Beytak • My Home Is Your Home, il progetto dedicato al tema dell’ospitalità araba presentato nel 2025 alla Biennale Architettura 2025.

Nello stesso spazio troveranno posto anche Wooden Doors of Qatar: From Storage to Story, dedicata a quasi sessanta porte e finestre storiche provenienti dalle collezioni del National Museum of Qatar, e Atharna 2026: Life and Death in Pre-Islamic Qatar, mostra che presenta nuove scoperte archeologiche relative ai tumuli funerari pre-islamici del Paese.

Sempre al National Museum of Qatar aprirà Boats Floating Afar: The Maritime Trade in Ancient Chinese Ceramics, una selezione di oltre 120 manufatti che raccontano più di mille anni di commerci e relazioni culturali lungo la Via della Seta marittima, tra Cina, Golfo Arabico, Africa ed Europa.

Moda e gioielli all’M7

Il centro creativo M7 dedicherà la propria programmazione alla moda, all’artigianato e al design. Tra il 27 ottobre e il 26 dicembre sarà visitabile ERDEM: About Time, About Her, prima grande retrospettiva museale sulla maison fondata da Erdem Moralioglu, che ripercorre vent’anni di attività attraverso abiti, bozzetti e materiali d’archivio.

Nello stesso periodo Expanded Tradition. Contemporary Craft Practices in Mexico presenterà il lavoro di una nuova generazione di artigiani messicani, mentre Around the World in Jewellery riunirà oltre 500 gioielli provenienti dalle collezioni di Qatar Museums e realizzati in diverse parti del mondo.

© Qatar Museums / National Collection of Qatar. Photos: Dmitry Kostyukov

Design Doha raddoppia

Il 6 novembre prenderà il via la seconda edizione di Design Doha. Dopo il successo del debutto del 2024, la manifestazione si espande significativamente, con oltre venti mostre e un programma che coinvolge 81 designer provenienti da 27 Paesi del Medio Oriente, del Nord Africa e dell’Asia meridionale. Fulcro della biennale sarà Arab Design Now 2026, che presenterà 78 nuove commissioni e quindici film, attraversando discipline che spaziano dall’architettura al design sociale, dal prodotto allo UX/UI.

Courtesy of Tarek Moukaddem. Photo: Tarek Moukaddem

Il debutto di Rubaiya Qatar

Il 21 novembre sarà invece inaugurata la prima edizione di Rubaiya Qatar, nuovo appuntamento internazionale quadriennale dedicato all’arte contemporanea. La mostra principale, Unruly Waters, sarà ospitata presso ALRIWAQ Art + Architecture e al Museum of Islamic Art, riunendo oltre 50 artisti e più di 20 nuove commissioni per riflettere sulle trasformazioni ecologiche e geopolitiche attraverso il tema dell’acqua. La quadriennale comprenderà inoltre le mostre Our Common Currents e Seething Sea, oltre a un fitto programma di residenze, performance, arte pubblica e iniziative educative diffuse in tutta la città.

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