27 settembre 2023

La Biennale Carnival intreccia cinema e architettura al Teatro Piccolo dell’Arsenale di Venezia

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Il programma della 18. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia è arricchito da Carnival, un ciclo di incontri, conferenze, tavole rotonde, film e performance per esplorare i temi della Biennale Architettura 2023

ALWL_Niamey_snapshot from film by Tapio Snellman

Carnival è uno spazio, un luogo in cui in cui parole, vedute, prospettive e opinioni vengono ascoltate, analizzate e ricordate. Chi sono i protagonisti? Politici, policymakers, poeti, registi, documentaristi, scrittori, attivisti, organizzatori di community e personaggi pubblici che divideranno il palcoscenico con architetti, accademici e studenti. Qual è l’obiettivo? La curatela di un programma pubblico è una forma pratica di architettura, capace di ridurre il divario tra gli architetti e il pubblico, ed è proprio questo lo scopo del programma di Carnival (lo trovate qui).

Carnival Film Screenings

Il cinema e l’architettura sono inestricabilmente legati. Due mezzi che coinvolgono lo spazio, il tempo e le persone, ed entrambi utilizzano la narrazione per esplorare la condizione umana. Gli architetti, come i registi, trasformano la finzione in realtà. In questo “mini-festival del cinema” distribuito su due giorni, architetti, educatori, artisti e registi di fama esplorano le avvincenti sovrapposizioni, affinità e tensioni tra spazio, edifici, immagini in movimento e rappresentazione. Due tavole rotonde moderate dalla curatrice Lesley Lokko esaminano la complessa e ricca relazione tra queste due affascinanti discipline.

Martedì 26 settembre: ore 10.00 introduzione di Lesley Lokko; dalle 10.10 alle 12.00 Rumba Rules, New Genealogies (di Sammy Baloji); dalle 12.05 alle 13.00 House (di Amos Gitaï); dalle 14.00 alle 15.40 Wajib (di Annemarie Jacir); dalle 15.45 alle 16.10 Sizígia (di Luis Urbano); dalle 16.20 alle 16.55 ButoHouse (di Ila Bêka & Louise Lemoine); dalle 17.00 alle 18.00 A Lot with Little (di Noemi Blager & Tapio Snellman); dalle 18.05 alle 18.45 2022 Pritzker Architecture Prize Ceremony (prodotto da Karen Carter).

Mercoledì 27 settembre: dalle 14.00 alle 15.15 proiezioni dei cortometraggi Inhabiting Hybridity: Letters from the Middleground (di UNIT 24 – VitikaAgrawal);  My Land, Mine Land (di UNIT 24 – Paris Gazzola); Robots of Brixton (di Kibwe Tavares); Planet City (di Liam Young); The Great Endeavor (di Liam Young); Ferenj (di Ainslee Alem Robson), Beck Road (di Ewa Effiom). Dalle 15.25 alle 18.45 seguiranno due tavole rotonde con: Noemi Blager, Luis Urbano, Ila Bêka& Louise Lemoine, Ewa Effiom, Penelope Haralambidou, Mike Tite, Ainslee Alem Robson, Liam Young.

ALWL_Pangoa_snapshot from film by Tapio Snellman

A Lot With Little, mostra immersiva dedicata all’architettura e sostenibilità

Tra le proiezioni del ‘Carnival Film Screenings’ è stata presentata in premiere mondiale l’innovativa mostra a Lot With Little. Un progetto ideato e sviluppato dalla curatrice Noemi Blager con l’aiuto del video maker Tapio Snellman e sostenuta da Arper, brand di design globale. L’idea è quella di raccontare lo straordinario lavoro di dieci architetti di tutto il mondo che hanno risposto, in modi diversi, alla crisi climatica, sociale ed economica.

Ci si trova dunque di fronte ad un’installazione video multischermo: un’esperienza immersiva che trasporta i visitatori all’interno di ogni singolo progetto per comprenderne le sfide progettuali e permettendo di provare la sensazione di abitarli. «Sebbene i progetti esposti rispondano a realtà culturali, climatiche e socio-economiche molto diverse, sono tutti concepiti in modo etico e responsabile, con al centro il futuro del pianeta, la nostra casa.   Era importante che il supporto di questa mostra provenisse da una fonte altrettanto responsabile ed etica: per questo mi sono rivolta ad Arper e sono entusiasta del loro sostegno» spiega la curatrice.

Gli architetti coinvolti nella mostra sono Mariam Issoufrou Kamara (Niger), Anne Lacaton e Jean Philippe Vassal (Francia), Mauricio Rocha (Messico), Marina Tabassum (Bangladesh), Jan de Vylder e Inge Vinck (Belgio), Solano Benitez (Paraguay), Francis Kéré (Germania), Marta Maccaglia (Peru), Shigeru Ban (Giappone), Marta Peris e Jose Toral (Spagna), i cui progetti esemplificano quattro grandi temi: edifici residenziali, scuole, trasformazioni di edifici esistenti e progetti di ricostruzione in caso di calamità, tutti accomunati dell’impatto positivo che il progetto architettonico ha generato sulle comunità coinvolte.

Dopo la première a Venezia, la seconda tappa della mostra è alla Chicago Biennial dal 26 ottobre 2023 al 27 gennaio 2024, per proseguire nel 2024 in altre città europee.

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Geografia e Genere

You Will Find Your People Here è un’opera collettiva e interdisciplinare realizzata da Caroline Wanjiku Kihato, dalla compositrice Clare Loveday e dalla pianista Mareli Stolp. La performance, scritta per pianoforte e voce, combina il pianoforte, la parola e altre forme di vocalità per creare una risposta a testi e testimonianze di donne migranti che vivono attualmente a Johannesburg. A seguire verrà proiettata una breve performance dell’architetto Gugulethu Mthembu.

Due tavole rotonde concluderanno l’evento. La prima sessione sarà moderata da Elena Ostanel, con Caroline Wanjiku Kihato, Clare Loveday, Mareli Stolp, Gugulethu Mthembu; la seconda sessione, moderata da Loren Landau, con Giovanna Marconi e Michela Semprebon.

Donna, vita, libertà!

Il collettivo Woman, Life, Freedom! aprirà il 3 ottobre una due giorni con un intervento sulla natura anticoloniale e radicale del movimento con il focus “Il corpo della donna in lotta” (The body of the Woman in Struggle). Attraverso performance, cortometraggi e discussioni, il collettivo esplorerà il colonialismo, il patriarcato, il genere e la resistenza, culminando in una tavola rotonda sul movimento 2022, Woman, Life, Freedom!

Mercoledì 4 ottobre il tema sarà “Decolonizzare la governance” (Decolonising Governance): si parlerà di come in Iran la governance è emersa come uno dei principali strumenti di imposizione coloniale. Nel 2022, una protesta contro l’obbligo di indossare l’hijab si è trasformata in una rivoluzione sociale, ponendo il corpo delle donne al centro del movimento di resistenza. Questa discussione si concentrerà sulla governance e sulle possibilità di strutture governative non patriarcali e anticoloniali in Iran.

Il futuro che verrà

Si dice spesso che ci sono tre errori che le persone commettono comunemente quando pensano al futuro. Il primo è presumere che non cambierà nulla; il secondo che cambierà tutto. Il terzo, il più costoso, è non pensare affatto al futuro. In questa tavola rotonda con i partecipanti ai Progetti Speciali della Curatrice, due collettivi, RIFF e Cartografia Negra, e tre professioniste, J. Yolande Daniels, Natsai Audrey Chieza e Margarida Waco, illustrano le loro risposte alle provocazioni lanciate da The Laboratory of the Future. L’incontro sarà moderato dalla curatrice Lesley Lokko.

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