09 gennaio 2026

Narrazioni, diaspora e spazio urbano: il programma 2026 di Kunst Meran Merano Arte

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Il programma 2026 di Kunst Meran Merano Arte si articola in tre mostre e una residenza, dalla prima personale in Italia dell'artista cubano René Francisco alla pratica performativa del dominicano Raziel Perin

René Francisco, CLASSPOOL. Nuevo Vedado, La Habana, 2010. Foto Adolfo Izquierdo. Courtesy of the artist Ausstellung / mostra: René Francisco. Cómplice

Arte contemporanea, architettura, ricerca curatoriale e pratiche partecipative: il programma di attività che scandiranno il 2026 di Kunst Meran Merano Arte conferma la vocazione dell’istituzione a proporsi come spazio trasversale di riflessione critica sul presente. Identità, genere, diaspora, città e costruzione delle narrazioni europee sono alcuni dei temi che verranno affrontati nell’ambito di tre mostre e di una residenza d’artista.

Kunst Meran Merano Arte

La programmazione 2026 di Kunst Meran prenderà il via al termine delle mostre attualmente in corso – Franz Wanner – Presenze sospese. Immagini di uno sfruttamento e AlpiTypes: lettere immagini tracce, visitabili fino al 18 gennaio 2026 – e si svilupperà lungo un arco temporale che accompagnerà il pubblico fino all’inizio del 2027. Focus concettuale del programma è la prosecuzione del progetto curatoriale triennale The Invention of Europe, ideato e curato da Lucrezia Cippitelli e Simone Frangi.

René Francisco, La Casa Nacional, Habana Vieja, La Habana, 1990. Courtesy of the artist Ausstellung / mostra: René Francisco. Cómplice

Ad aprire l’anno espositivo, dal 21 febbraio al 25 maggio 2026, sarà Cómplice, prima personale in Italia dell’artista cubano René Francisco. La mostra conclude la seconda annualità di The Invention of Europe, dedicata ai rapporti tra Europa e Abya Yala – il nome con cui i movimenti a sostegno dei Nativi americani si riferiscono al Continente americano – e ripercorre oltre 40 anni di pratica dell’artista attraverso installazioni su larga scala, film, disegni, pittura e progetti pedagogici. Il progetto prende le mosse dal concetto di “complicità”, intesa come relazione non gerarchica che attraversa ambiti educativi, sociali e politici. In dialogo con il territorio, Francisco realizzerà anche un progetto partecipativo a Merano e una collaborazione con il Festival Sonora, rafforzando la dimensione collettiva della sua ricerca.

Raziel Perin, Traces We Keep-Brutus, Rotterdam, 2025 Foto: Laura Siliquini Artist in residence: Raziel Perin

In parallelo, dal 24 aprile all’8 maggio 2026, Merano Arte ospiterà la residenza dell’artista italo-domenicano Raziel Perin, che svilupperà il progetto performativo Vitruvian Man. Il lavoro, sostenuto dal programma Italian Council della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, affronta la rappresentazione della mascolinità in contesti familiari e culturali diversi, mettendo in relazione Italia e Repubblica Dominicana. La ricerca si concentra sulla decostruzione della mascolinità tossica e sui legami tra violenza, trauma transgenerazionale e diaspora africana, con una restituzione pubblica al termine della residenza.

Dal 7 giugno all’11 ottobre 2026, si aprirà Animacies, terzo e ultimo capitolo di The Invention of Europe, dedicato alle interconnessioni tra Europa e Asia. La mostra propone uno sguardo comparativo che mette in relazione storie moderne delle nazioni asiatiche e culture precedenti all’incontro con l’Europa, facendo dialogare opere storiche provenienti da musei italiani con produzioni contemporanee di artiste e artisti asiatici residenti in Europa e di artisti europei con origini familiari asiatiche. Il progetto, realizzato in collaborazione con il MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino e Centrale Fies di Dro, presta particolare attenzione a comunità, ruoli di genere e storie locali del contesto trentino e altoatesino.

A chiudere il programma, dal 24 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027, è Merano, spazio urbano – Ieri, oggi, domani?, mostra curata da Andreas Kofler che riflette sulle trasformazioni urbane della città, intrecciando memoria storica, percezione contemporanea e scenari futuri. Il progetto affronta sette temi chiave dello sviluppo urbano – dal paesaggio alla mobilità, dall’abitare alla cultura – interrogando le possibilità di una convivenza più inclusiva e sostenibile, anche alla luce delle sfide climatiche. La mostra sarà accompagnata da un numero dedicato a Merano della rivista TURRIS BABEL e da una rete di collaborazioni con specialisti in architettura.

Anton Frühauf, Konfortabler Parkplatz in Meran, 1978 Sammlung Touriseum – Südtiroler Landesmuseum für Tourismus, Meran / Collezione Touriseum – Museo Provinciale del Turismo, Merano Ausstellung / mostra: Stadtraum Meran – gestern, heute, morgen? / Merano, spazio urbano – ieri, oggi, domani?

Accanto alle mostre, il 2026 conferma l’impegno di Merano Arte nei programmi di educazione e mediazione, che si estenderanno anche agli spazi pubblici della città. A partire dal nuovo anno, inoltre, l’istituzione amplia gli orari di apertura: ogni giovedì lo spazio espositivo resterà aperto fino alle 20.00, affiancando gli orari consueti degli altri giorni.

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