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Un affaruccio da qualcosa come 2 miliardi di dollari, fra due personaggi come mr luxury François Pinault e mr oil Hamad bin Khalifa Al-Thani, Sceicco del Qatar. Un fulmine a ciel sereno, che esce dalle pagine esperte del Financial Times e dell’agenzia Bloomberg e rimbalza in mezzo mondo, ripreso in Italia anche da Repubblica: lo Sceicco starebbe per comprarsi Christie’s da Pinault.
Un affare che confermerebbe le ambizioni del Qatar di presentarsi come hub mediorientale del mercato dell’arte mondiale; un rilancio deciso nella partita di poker ingaggiata contro Abu Dhabi, lanciatissimo sul fronte museale con le sedi distaccate di Louvre e Guggenheim, fra gli altri. Hamad bin Khalifa Al-Thani del resto non è nuovo a grandi speculazioni internazionali, essendo lui il nuovo re dei magazzini Harrods, e di diverse altre avventure immobiliari londinesi.
Ed anche in campo artistico la famiglia reale dell’emirato ha un illustre recente passato: furono loro, secondo fonti ben informate, a pagare 73 milioni di dollari per White Center (Yellow, Pink and Lavender on Rose) di Mark Rothko, nel 2007 record d’asta per un’opera d’arte del dopoguerra. E sempre loro acquistarono per 10 milioni di sterline Lullaby Spring, un pill cabinet di Damien Hirst del 2002.
Una domanda sorge spontanea: ma se lo sceicco vuole comprare, perché Pinault vende? Escluso che si tratti di stato di necessità, resta la spiegazione del gioco che vale la candela. Business is business…
[exibart]











