16 aprile 2016

A Pordenone la prima retrospettiva su Luigi Boille, grande esponente dell’informale europeo

 

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A quasi un anno esatto dalla sua scomparsa si rende omaggio ai sessantacinque anni di ricerca artistica di Luigi Boille, pittore legato a Roma, ma pordenonese di origine. La Galleria d’arte moderna e contemporanea Armando Pizzinato (PArCO) della città friulana, dove l’artista è nato nel 1926, inaugura oggi una retrospettiva che cercherà di ricostruire il suo lavoro attraverso oltre 140 opere prestate per lo più dall’Archivio Luigi Boille di Roma. 
Stimato e rispettato esponente dell’informale europeo, Boille si diploma all’Accademia di Belle Arti della capitale, a cui aggiunge una laurea in architettura. Nel solco di altri grandi della pittura inizia a viaggiare e, dopo una parentesi in Olanda, approda a Parigi nel 1951, città in cui vive per sedici anni. L’esperienza francese influenza molto la sua pittura, come dimostrato dalla sua partecipazione a numerose collettive con esponenti della Jeune Ecole de Paris, sia in Francia che in Italia. 
A incidere maggiormente sul suo percorso artistico è forse l’amicizia e le collaborazioni con il critico d’oltralpe Michel Tapié, organizzatore di alcune mostre che diedero a Boille fama internazionale, come l’International Festival Osaka-Tokyo insieme al gruppo Gutai. L’intellettuale francese apprezzava molto la declinazione dell’informale che caratterizzava la sua pittura, così dinamica e irrazionale ma incanalata in un solido rigore formale, “il guizzo gestuale che riporta tracce, orme, percorsi iniziatici, traiettorie solo in apparenza caotiche ma ben ‘sistemate’ dentro un processo creativo che opera per via di addizioni materiche e non di sottrazioni, riempiendo ogni vuoto”, come scriveva Arianna Di Genova poco dopo la morte del grande artista. 
Tra i suoi estimatori anche Giulio Carlo Argan, che nel 1964 inaugura una collaborazione che lo porta prima alla Quadriennale e poi, nel 1966, alla Biennale di Venezia. Nello stesso anno l’artista riceve la definitiva incoronazione come rappresentante dell’informale italiano grazie all’invito del critico britannico Lawrence Alloway a rappresentare l’Italia al Guggenheim International Award a New York, insieme ad altri grandi del calibro di Enrico Castellani e Lucio Fontana. La mostra, curata da Silvia Pegoraro e fortemente voluta dall’Assessorato alla Cultura di Pordenone, durerà fino al prossimo 2 ottobre, esponendo numerosi inediti e tele rare di un artista che ha dedicato quasi settant’anni alla ricerca pittorica. (gt)

foto: Luigi Boille, Fuga in grigio, 1957 (particolare)

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