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Un giardino che si estende per due ettari, divisi da una strada, per 43 anni una delle opere che l’artista mostrava con più orgoglio ai suoi amici. Pittori come Camille Pissarro e Auguste Renoir, lo scultore August Rodin, lo scrittore Octave Mirbeau, il politico Georges Clémenceau. È il famoso giardino delle ninfèe di Claude Monet, a Giverny, che dal prossimo 1 maggio riaprirà al pubblico per sette mesi – con la casa dell’artista – in occasione della mostra Le Jardin de Monet à Giverny: l’invention d’un paysage. Mostra con la quale si inaugurerà il Musée des Impressionnismes Giverny, nuovo nome assunto – dopo tre anni di chiusura – dell’ex Musée d’Art Américain, voluto nel 1992 nella cittadina normanna dall’uomo d’affari e collezionista americano Daniel Terra. Concepiti dallo stesso artista, che sorvegliava personalmente il lavoro dei giardinieri, incaricati di pulire l’acqua delle ninfèe tutte le mattine, prima che egli si svegliasse, i giardini rispecchiano la forte vocazione paesaggistica del pittore e ne testimoniano l’evidente ispirazione giapponese, che Monet coltivava collezionando stampe fra gli altri di Utamaro, Hokusai, Hiroshige.
[exibart]











