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A dare la triste notizia è stato l’amico e collega Ninetto Davoli: Franco Citti, fratello del regista Sergio, volto indimenticabile dei più incredibili film di Pier Paolo Pasolini, si è spento poche ore fa, nella sua casa romana, dopo una lunga malattia.
Il protagonista di Accattone (1961), che fu anche in Mamma Roma, il Decameron e Porcile, aveva anche recitato con Carmelo Bene, in teatro, oltre che diretto dal fratello.
Nato nel 1935 a Fiumicino, si può dire fosse stato – in gioventù – proprio uno di quei ragazzi che videro la luce nel romanzo Una vita violenta di PPP. E Citti, infatti, a Pasolini insegnò cosa volesse dire crescere tra “ladri, truffatori, papponi, mignotte, spie, ruffiani, cornuti e ubriaconi”, come ricordava spesso. Così come ricordava quell’incontro in una pizzeria di Tor Pignattara, all’inizio degli anni ’60, con quell’intellettuale che all’epoca faceva il maestro elementare e che ancora in pochi conoscevano.
Poi vennero i film, il successo e, per il suo pigmalione, gli scandali e la fine che ben conosciamo.
“Un grave lutto per il cinema italiano. Attore di straordinaria intensità, legato a Pier Paolo Pasolini fin dall’esordio alla regia in Accattone, ha segnato una stagione importante della nostra cinematografia. Nel ruolo di Vittorio così come negli altri film diretti da Pasolini, ha portato quella poesia di strada che rimarrà per sempre uno dei tratti distintivi del nostro cinema”: così ha ricordato Citti il Ministro Franceschini, in una nota stampa diffusa poco fa. Addio, vecchio e e poetico ragazzo di borgata.
















