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Eccolo il Nobel dell’architettura, il Pritzker Prize. Che quest’anno pioverà sul bagnato, se così si può dire, visto che a vincerlo è il nuovo direttore della Biennale d’Architettura, il cileno Alejandro Aravena.
«Non ci credo ancora, ma sono molto contento, anche perché per una volta si è voluto guardare a altre realtà, in qualche modo marginali», ha dichiarato l’archistar, anche se di certo non ama farsi definire in questo modo, che è il primo del suo Paese a vincere un riconoscimento di questa portata.
La consegna del Pritzker sarà il 4 aprile prossimo a New York, al Palazzo delle Nazioni Unite.
E come mai è stato scelto il progettista dell’uomo, l’architetto più sociale, più vicino alle periferie, a quel “terzo mondo” bisognoso di riscatto? «Per aver compreso cosa voglia dire oggi fare buona architettura, con un mix di collaborazioni e di sfide che non si dimenticano dei meno fortunati, cercando di dare loro sempre e comunque nuove opportunità, un’idea di progetto innovativo ma sempre ispirato», sono state le parole della giuria.
«Meglio un edificio meno bello, magari persino imperfetto, ma che serva davvero a qualcosa e che migliori la qualità della vita di chi ci abita», è la risposta dell’architetto. Congratulazioni.



















