06 giugno 2016

“Altri tempi, altri miti”. Torna la Quadriennale di Roma, oggi presentata ufficialmente: ecco le novità per rilanciare il contemporaneo nella Capitale

 

di

Alla presenza del ministro Franceschini si è svolta oggi la conferenza stampa della sedicesima edizione della Quadriennale d’arte, che si svolgerà dal 13 ottobre 2016 all’ 8 gennaio 2017 al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Undici curatori, dieci sezioni espositive, 99 artisti italiani che proporranno circa 150 progetti: questi i numeri della manifestazione, che nelle intenzioni degli organizzatori ‎vuole restituire il senso e la misura del contemporaneo attraverso una mappatura delle forme più innovative e non convenzionali assunte dalla produzione artistica italiana recente. Un preciso intento politico e programmatico, come ha spiegato il presidente della Fondazione La Quadriennale di Roma Franco Bernabè, volto a rilanciare l’istituzione romana a otto anni dalla sua ultima apparizione. 
Con il titolo “Altri tempi, altri miti”, libera interpretazione di un’espressione di Pier Vittorio Tondelli, il progetto della Quadriennale vuole mette in dialogo dieci possibili visioni sull’arte attuale. A seguito di una call for project nazionale a cui hanno partecipato più di trenta curatori, sono stati scelti dieci progetti che fossero capaci con la loro singolarità di restituire uno spaccato possibile della scena artistica nazionale, ma che al contempo riuscissero a porsi in stretto dialogo tra loro, in un’ottica di sinergia e collaborazione volta a originare un progetto espositivo unitario. Il percorso di costruzione della manifestazione ha visto quindi nascere un “tavolo curatoriale” composto perlopiù da giovani curatori, che pur lavorando all’insegna dell’eterogeneità (sia tra le scritture critiche, ma anche tra gli artisti coinvolti) ha tentato di edificare una pluralità di discorsi artistici-culturali tra loro interconnessi, in un rapporto di “rilettura critica, innovazione e superamento” della tradizione artistica italiana. 
Dalla riflessione sulla ritrattistica di Michele D’Aurizio, all’idea di sottrazione e resistenza come attitudine diffusa del fare arte oggi del progetto di Simone Ciglia e Luigia Leonardelli, dai numerosi riferimenti letterari e culturali di Simone Frangi, Matteo Lucchetti, Luca Lo Pinto, al ribaltamento dell’usuale scrittura espositiva proposto da Marta Papini, tutte le diverse sezioni espositive approfondisce un tema, un metodo, un’attitudine: ruralità, policentrismo, tempo, memoria e identità saranno analizzati attraverso la lente di una esibita differenza, assunta come qualità costitutiva dell’intera manifestazione. 
Questo nuovo modello di Quadriennale appare fortemente voluto e sostenuto dallo stesso Mibact, che mira alla creazione di uno strumento di rilancio del contemporaneo a Roma, anche attraverso una joint venture che veda unite gallerie, musei e fondazioni. Un ambiziosa visione dove l’occasione espositiva è l’ultimo tassello di una progettualità continuativa, capace di confrontarsi nei quattro anni con le istituzioni della città. A ottobre i primi risultati di un auspicabile cambio di passo per una manifestazione storica, che oggi più che mai necessità di nuova linfa, energia e visione, affinché la sua esistenza sia veramente significativa per il sistema complessivo del contemporaneo in Italia. (Elena Magini)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui