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Senza dubbio più calorosa di Cosenza (ricorderete il caso Marulla) Catanzaro accoglie a braccia aperte “Altrove” il festival della street art, la manifestazione che ha investito gli spazi del Complesso di San Giovanni e dei muri di città. Ancora fino a domani, di chiara ispirazione “MAAMiana”, appunto il Museo dell’Altro e dell’Altrove della Capitale, “Altrove” ha portato alla ribalta i nomi e le opere di grandi street artisti internazionali. Un fenomeno non troppo diverso da quello di Bologna (Blu che cancella le opere) di Roma (con Banksy a Palazzo Cipolla e nei quartieri “periferici”con Walls ecc.) e in Puglia.
Si riaccendono quindi i riflettori sull’arte urbana o arte pubblica che dir si voglia.
Tante e di un certo spessore le personalità (2501, Alberonero, Alexey Luka, Aris, CT, Ekta, Gue, Nelio, Domenico Romeo, Thtf) che sono intervenute su palazzi e aeree urbane per un progetto che è nato solo nel 2014, e che ha per obiettivo quello di rieducare al concetto di bellezza in contesti urbani trascurati e rassegnati al degrado estetico e sociale.
In corso di recupero dunque gli angoli di Catanzaro hanno già una storia segnata da Mimmo Rotella. Ma adesso si va oltre il manifesto e la Pop art, oltre i decollage.
Stavolta gli “strappi” sono quelli di spazi fatiscenti che con questa operazione vengono riammessi alla dignità civile e dell’arte.
C’è però da chiedersi se l’arte è sempre pubblica e ha ricadute immediate sul sociale, dove porterà questa manifestazione in un’area tanto lontana dai grandi centri urbani come Catanzaro? Infonderà nuova linfa al popolo calabro? Che effetti avrà alla conclusione dei lavori sul piano estetico e sociale? A voi la parola. (Anna de Fazio Siciliano)














