21 marzo 2016

Architetture, come ponti e muri. Stefano Boeri racconta la sua progettazione, in occasione della chiusura del corso “Space Factor 4” promosso dalla GAMeC di Bergamo

 

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Il suo “Bosco Verticale” sta facendo scuola, e invidia, a non poche città al mondo e non a caso ha vinto l’Highrise Award 2014. Ma Stefano Boeri, ex Assessore alla Cultura del Comune di Milano, è anche stato direttore di Domus, dal 2004 al 2007, progettista della Villa Mediterranée di Marsiglia, del Centro Polivalente di Changchun in Cina, e ha fatto parte della Consulta Architettonica incaricata di sviluppare le linee guida per l’Expo 2015 a Milano, e ha fondato l’agenzia di ricerca Multiplicity, che si è dedicata allo studio delle trasformazioni delle città osservate da angolature disciplinari diverse: un progetto che è stato esposto anche alla 11esima Documenta di Kassel, al Musée d’Art Moderne de la Ville di Parigi e alla Biennale di Venezia. 
Insomma Boeri progettista a tutto tondo e come non l’avrete mai sentito. Dove? Al Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo, dopodomani (dalle 20.45), in un incontro gratuito e aperto al pubblico in occasione della conclusione di “Space Factor IV”, il corso di architettura organizzato dai Servizi Educativi della GAMeC. 
“Architetture come ponti e architetture come muri” è, appunto, il titolo di questa conferenza, che prende in esame proprio i due prodromi su cui si muove, oggi, il progetto: mediazione e/o conflittualità. 

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