27 settembre 2010

Arte pubblica come valvola di sfogo. Dopo il dito di Cattelan, ecco l’albero di Como…

 

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Se ne è parlato in tutte le salse, e finalmente ora i milanesi possono vedere, anzi, più precisamente… toccare con mano. Toccare un’altra mano, quella posta in Piazza Affari da Maurizio Cattelan, nella nota – e alquanto chiara negli intenti – “configurazione” delle dita.
Ma in questi stessi giorni c’è un’altra opera pubblica che fa molto parlare di sé, divenendo inopinatamente valvola di sfogo di qualche cittadino contro il sindaco di Como Stefano Bruni. Si tratta de L’albero della felicità e dei desideri, installazione dell’artista Alfredo Ratti posizionata nel mezzo della centralissima piazza Verdi nell’ambito della mostra Miniartextil. Un cerchio di arbusti dai quali sventolano centinaia di bandierine colorate, sui quali il pubblico può lasciare il proprio messaggio: un’azione di arte popolare, nemmeno tanto originale, a dire il vero.
Il fatto è che qualcuno c’è andato giù pesante: “Bruni vattene o sei morto” è forse la frase più “leggera” tra le tante lasciate da qualche anonimo cittadino, oltre ad altre d’insulto verso moglie e figli. Per dipanare la questione sono intervenute Polizia, Digos e persino la Scientifica, che ha sequestrato le bandierine ingiuriose, con lo scopo di identificare il misterioso colpevole o forse per evitare uno scandalo verso una rassegna – Miniartextil – patrocinata dal Comune stesso. (f. t.)

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[exibart]

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