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In questi giorni aveva deciso di trasferirsi in Normandia per recuperare le proprie forze, indebolito da una malattia che lo tormentava da tempo. E lì ha trovato la morte, nella terra scelta prima di lui da grandi artisti come Monet, Delacroix, Corot, Courbet. Gianni Bertini, uno dei grandi artisti italiani affermatisi in Europa a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, è morto nei giorni scorsi all’età di 87 anni.
Nato a Pisa nel 1922, dopo la laurea in matematica aveva deciso di seguire la passione per la pittura, stabilendosi a Milano dove fu tra i fondatori del Movimento Arte Concreta. Nel 1949 tenne la sua prima mostra proprio a Milano, alla Galleria Salto, prima di trasferirsi nel 1951 a Parigi. Alcune sue opere dove utilizzava la sgocciolatura, presentate nell’ottobre del 1951 alla galleria Numero di Firenze, sono considerate fra le prime manifestazioni di pittura informale in Italia.
Nel 1957 a Parigi fa parte del gruppo Espaces imaginaires, proposto da Pierre Restany, mentre nel 1960 parte per gli Stati Uniti, dove risiede a New York. Rientrato a Parigi, partecipa alle attività del Nouveau Réalisme, e nel 1965 firma il primo Manifesto della Mec-Art. Nel 1968 è invitato con una sala personale alla Biennale di Venezia, dove nell’edizione successiva del 1970 sarà commissario di esposizione. Rientra a Milano, dove tra il 1971 e il 1972 fonda due riviste di poesia visiva, Mec e Lotta Poetica. Nel 1984 torna nuovamente a Parigi, dove una grande retrospettiva gli viene dedicata dal Centre Nazional des Arts Plastiques, mentre nel 1988-89 compie alcuni viaggi in Oriente, esponendo nei musei d’arte moderna di Seoul e Taiwan.
Dal 2000 gli vengono tributati numerosi omaggi con mostre antologiche a Firenze, Brescia, Pisa (Palazzo Lanfranchi), Milano (Fondazione Mudima), e alla Galleria d’arte Moderna di Gallarate, e vengono pubblicate tre importanti monografie.
articoli correlati
Gianni Bertini – Gallarate, Civica Galleria d’Arte Moderna
Gianni Bertini – La Schiuma del Tempo – Milano, Fondazione Mudima
Movimento Arte Concreta. 1948 – 1952 – Roma, Museo del Corso
Gianni Bertini-Mostra Antologica – Pisa, Palazzo Lanfranchi
[exibart]












Ho conosciuto Bertini ed ho collezionato le sue opere seguendo le tappe fondamentali a cominciare da quando ragazzo faceva il vero.
Con le opere della mia raccolta gli dedicai proprio qui a Crespina una piccola antologica.
La notizia della scomparsa di questo grande maestro mi addolora.
E’ con grande dolore che apprendo la notizia della scomparsa del Grande Gianni Bertini, l’ultima volta che lo incontrato è stato presso Galleria Annunciata e ricordo con piacere che mi omaggiò del suo libro monografico: La schiuma del tempo, dedicandomelo.
Con lui se va una parte di quella Milano che mi ha visto crescere culturalmente, quando giovane studente frequentavo la Galleria Annuciata di Bruno e Sergio Grossetti,e proprio lì lo incontravo come fosse casa sua, e si parlava di Vietman, Guerre, Società e Contestazione.
La notizia mi commuove rattristandomi e facendomi sentire più solo.
Lorenzo Bonini
E’ una notizia triste, che mi commuove profondamente. Gianni Bertini mi accolse in casa sua quando ero ancora un giovane studioso, attirato dal rapporto Francia/Italia che lui incarnava in modo esemplare. Era un uomo aperto, sensibile, intelligente. Mi presentò a Pierre Restany e a tanti altri. Poi i nostri incontri si fecero più rari nel tempo. Ma ogni volta che mi chiamava comunicava entusiasmo. Mi faceva scoprire posti e ristoranti di Parigi che conosceva solo lui. Era sempre pieno di idee, di voglia di vivere, di fare, di comunicare. Con lui se ne va un artista generoso, significativo e tipicamente italiano. Ciao Gianni e grazie per tutto quello che hai fatto e ci hai dato.
Giovanni Lista