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In una performance di qualche anno fa Santiago Sierra recluta alcune prostitute, le mette in fila e fa tatuare sulle loro spalle una linea nera di 16 metri. In questo modo i corpi vengono pagati come supporti, mischiando tempo della vita, dell’arte e del lavoro.
Animato da questo stesso pensiero, Sierra è tornato a Milano, da Prometeogallery, per la sua seconda personale dal titolo 34 cm. A distanza di due anni dalla presentazione del progetto Los Anarquistas, anche stavolta Sierra non ha lasciato in galleria alcun supporto, ma ha realizzato una “performance” che si è ripetuta uguale nel giorno dell’inaugurazione e alla conclusione, nei giorni scorsi.
A gennaio l’artista aveva presentato il film di 45 minuti Los penetrados, in cui riprende la penetrazione anale di dieci coppie etero ed interracial. A Milano, invece, ha riproposto il tema della dominazione e vendita della dimensione sessuale come un feticcio-sfida, con protagonista il pene di alcuni operai e le relative prestazioni. Così la compravendita di erezioni diventa “messinscena del capitalismo, sistema che vende Reale e Immaginario con la stessa moneta”… (ginevra bria)












la foto pubblicata documenta perfettamente la reazione dello spettatore alla vista di una trovata “artistica” così insulsa e squallida…
che smosciamento!!!
Era ora!
Finalmente un lavoro fatto con la testa!
Credo che Sierra sia uno dei pochi artisti che dagli anni 90 a oggi sta interpretando meglio la fluidità e la divergenza che il peso della storia dell’arte richiede. Ovviamente in termini “politici”. Come per cattelan da lui sono poi discesi omologhi che speculano sulla problematica politica in modo patetico (molti lavorano per la prometeo di milano).
Corrono voci che il pezzo in questione, sia stato acquistato da un noto prsonaggio del mondo dello spettacolo, sul retro della foto è riportata la dedica: “a Noemi…”
perfetto !!
oooooh,e che cazzo…