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Erano 36 i lotti in vendita la sera del 5 maggio da Sotheby’s New York per la tornata dedicata a Impressionist & Modern Art, nella consueta serie di aste di primavera. E hanno segnato da una parte il risveglio dei collezionisti (molti nomi nuovi), dall’altra la sempre maggior necessità di ricalibrare le stime di alcuni autori. Dei 36 lotti, dunque, 7 sono rimasti invenduti, tra i quali due Picasso, “Nature morte”, stimato tra i 5 ed i 7 milioni di dollari , le cui offerte si sono fermate a 4,4 milioni, e “La fille de l’artiste a deux ans et demi avec un bateau”, stimato 16/24 milioni di dollari e fermatosi a 12,2. Invenduta anche “Le Chat”, scultura di Alberto Giacometti, stimata 16/24 milioni di dollari e fermatasi a 14. In tema di ricalibrazione delle stime, 6 lotti sono stati venduti sotto la quotazione minima. Da segnalare comunque due record d’artista, per Balthus (lavori su carta) passato da 390 mila dollari a 750mila, e per Tamara de Lempicka con “Portrait de Marjorie Ferry”, passato da 4,6 milioni di dollari a 4,9. L’offerta più alta è stata per un Mondrian, portato a casa per 9,3 milioni di dollari. In ogni caso tutti molto contenti perché con oltre 61 milioni di dollari è stata l’asta più profittevole dalla primavera 2008, anche se per non rischiare Sotheby’s non aveva posto garanzia di vendita su alcuna opera. (mario bucolo)
[exibart]











